Zion National Park (e i suoi cervi)

E dopo la full immersion nel grande Luna Park di Las Vegas in the middle of nowhere, la tappa successiva è decisamente rasserenante 🙂 Si entra nello Utah, un altro mondo. Niente fretta, calma olimpica, panorama rosso tutt’intorno e il cielo blu sopra la testa. Ecco lo Zion sulla carta non doveva essere una tappa stratosferica, non impressionante come il Grand Canyon, non maestoso come lo Yosemite, certo un signor parco ma non un jolly… ci sono luoghi dove le aspettative sono a mille e poi quelli col punto interrogativo. Ci arrivi e come al solito le cose cambiano!

Provate a visualizzare: una lunga valle con strapiombi rossi inaccessibili, un fondovalle morbido, col suo fiume che serpeggia. Una spaccatura nella terra dura e ostile. Ora fate un volo dal crinale, dritti, giù, fino a valle, saltate dal bordo del Canyon fino nel letto di sabbia ed erba. Planate e seguite le anse del fiume che si fa strada tra massi enormi, piante fresche e cervi che bevono. L’avete immaginato? Ecco, lo Zion National Park è esattamente così.

Zion NP Temple of Sinawava

E’ una trattato di geologia e la sua particolarità rispetto ad altri parchi dell’Ovest è essere tutto percorribile camminando. Ci sono solo i limiti delle vostre gambe (oltre alle temperature). Credetemi, stare ai piedi di una parete di roccia delle dimensioni di un edificio fa un’impressione decisamente differente che guardare la stessa in cartolina o in fotografia. Un tornante dietro l’altro con asfalto rosso pure lui e muraglioni di pietra a fare da cornice, brillano gli occhi ogni volta che ripenso a questo parco. E ci sarà un motivo se abbiamo deciso di fare il bis e percorrerlo due volte 🙂

Zion NP scoiattoli2

Zion NP scoiattoli

Quando un luogo ti fa sentire bene ti piace tutto, proprio tutto. Il caldo negli shuttle che gratuitamente percorrono la Zion Canyon Scenic Drive, la pioggia d’acqua trasudante dalle rocce, i ruscelli ghiacciati, il gioco di luci ed ombre che ridisegnano le cime dei monti, la strada a tornanti, la vegetazione che si arrampica fin dove può, ma sempre sconfitta dalla perpendicolarità della roccia. Ma soprattutto loro, i cervi, che verso sera (prima è difficile vederli) sbucano fuori e vengono a mangiare foglie a 1-2 mt da noi. Nella loro maestosità, nella loro tranquillità e nella loro completa indifferenza per l’uomo. Ti fanno sentire parte di un equilibrio, tu ti fermi pensando che scappino, invece ti guardano, se ne fregano e proseguono le loro faccende noncuranti. E non ci credi.

Zion NP cervo3

Zion NP cervo 5

Zion NP cervo1

Zion NP cerbiatto

Zion NP cervo4

Lo so, saremmo dovuti entrare nei sentieri, risalire ed addentrarci verso le Emerald Pools, trovare lo spettacolo naturale della Weeping Rock, azzardare il trail Angels Landing, e invece siamo arrivati con lo Shuttle fino in fondo al canyon al Temple of Sinawava e abbiamo percorso la “River side walk” lungo il Virgin river, con calma. Abbiamo seguito il torrente fino ad un punto oltre il quale si può proseguire se non si ha problemi a bagnarsi i piedi e le gambe (meglio se si hanno delle calzature adatte da “mare/scogli” o un paio di scarpe e calze di ricambio per fare il percorso a mollo nel torrente).

Zion NP riverside walk

Questo tratto si chiama “The Narrow” e vi porta proprio dentro il canyon dove è più stretto e spettacolare. Si può fare solo se non sono previsti temporali e flash-flood, altrimenti diventa pericolosissimo a causa dell’acqua e delle piene improvvise. I Narrows non forniscono vie d’uscita secondarie rispetto al corso del fiume, quindi non si scherza.

Zion NP Temple Sinawava

Zion NP the narrow

Zion NP Narrows

L’importante era sapere che i monti dello Zion erano lì intorno, che facevano da caldo paravento alle nostre rinfrescate nel torrente, in attesa che il sole togliesse il disturbo.
Se avessi avuto il potere di congelare gli attimi, quella poteva essere una buona occasione. Il sogno americano ha preso vita nella realtà. Perché va vissuto, non va descritto. E lì sotto, piccola come un sassolino di fronte a quei fuoriclasse di roccia bruna, capisci che quelle forme, quei colori, quelle immagini non si dimenticano.

Zion NP roccia

Vi consiglio di non perdervi anche la Mount Carmel Highway che va verso ovest lungo la UT 9, direzione Bryce Canyon: si viaggia su un grande altopiano, i panorami sono stupendi e si passa letteralmente dentro la montagna in gallerie a senso unico scavate a nudo nella roccia e tornanti sinuoso attraverso le pareti del canyon. L’arenaria color crema, rosa e rosso bruno, si alterna in superfici scavate dall’acqua e dal vento, merita una visita anche solo la strada. Da assaporare come minimo sulle note di John Denver.

Un incontro fugace, con qualcuno di riservato di cui intuisci le qualità e di cui ti resta la voglia appiccicata addosso di saperne di più. Sono uscita dallo Zion National Park con un’unica convinzione: non è assolutamente un parco ‘minore’, anzi per me è stato uno dei più godibili dell’Ovest USA. Da gustare seguendo il motto dei suoi rangers :

“Be Prepared, Plan Well, Live Long”

🙂

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5 responses to “Zion National Park (e i suoi cervi)

  1. Pingback: Dentro il Bryce Canyon | Alla ricerca di Shambala·

  2. Veramente bella questa descrizione, belli i posti e belli i cervi.
    Io non li ho visti quando ci sono andata, mi era piaciuto molto ma abbiamo avuto molto tempo in meno per godercelo, vedrò di rimediare, sto sempre più pensando a questo giro come alla mia prossima vacanza
    Ciao
    Norma

    • Grazie Norma, li abbiamo beccati verso le 19 quando fa più fresco e vengono a bere nel torrente, ed erano parecchi 🙂 la mattina dopo quando siamo tornati non c’erano più, troppo caldo.

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