I ponti dei miei viaggi

Partecipo sempre volentieri al #sensomieiviaggi, una delle poche inizative in rete senza nessuno spirito competitivo, che prende spunto da immagini scattate in viaggio per aprire delle porte su momenti di vita, cercando sempre di approfondire il perchè di ogni esperienza. Questo mese il tema è “i Ponti dei miei viaggi” prescelto da Alessandra, di quelli che appena li leggi ti si aprono modello windows le cartoline nella mente 🙂 e allora scelgo 3 fotografie e vi spiego il perché.

Ponte Venezia

Il primo ponte è made in Italy, intravisto in una calle di Venezia magari di quelle meno battute, più silenziose, più misteriose, illuminate dai lampioni in un equilibrio antico di volumi, luci ed ombre. Provate a immaginarvelo centinaia di anni fa illuminato solo dai lumini a olio portati a mano dai passanti, o con i cesendelli appesi ai muri, con le prime lanterne a olio accese dagli impizadori, che sapore doveva avere. Perché possiamo girare il mondo intero, vedere i ponti più grandi, più moderni, più tecnologici, ma poi fatevi un giro a Venezia by night e ne riparliamo 🙂

TuttiPonti Praga

Il secondo ponte è europeo, un omaggio alla città che mi ha ospitato 4 anni, e i tanti ponti di Praga. No, non è stata un’esperienza di quelle che passano inosservate vivere con le finestre della mansarda a due passi da Malà Strana, all’ombra del Pražský Hrad, coll’ufficio in Karlòva proprio tra il Ponte Carlo e la Torre dell’Orologio. 4 anni che più densi non si può, di eventi, di lavoro, di vicissitudini, di iniziative, di soddisfazioni, di strada fatta e perché no anche un pizzico di realizzazione personale (che male non fa). E i ponti di Praga sempre lì, attraversati ogni giorno o in tram o a piedi, col sole primaverile o con meno 17 e il colbacco di pelliccia in testa, sempre a fare da quinta. Indimenticabili.

Ponte naturale Arches National Park

Il terzo ponte è un’istantanea dagli States, nello Utah, dove sono stata questa estate. Pensavate mettessi il Golden Gate…e invece no (anche se è bellissimo)! Questa volta una specie di ponte lo ha creato la natura, anzi due. Siamo all’Arches National Park, sotto la maestosità del Double Arch. E la prima cosa che penso, sotto questi giganti di pietra (a parte il classico oooohhhhhh a bocca aperta), è che molte delle nostre invenzioni migliori le abbiamo copiate da Madre Natura. Poi ci siamo ingegnati, ci siamo applicati, ma la materia prima l’abbiamo sempre avuta sotto gli occhi, lì a disposizione, oltre ogni più ardita fantasia ingegneristica. E l’Arches è solo una delle mille dimostrazioni che si trovano on the road negli States 🙂

latoponte

L’ultimo ponte è un fuori concorso. E’ un ponte immaginario, leggero come la polvere, è un ponte d’amore che ogni tanto mi piacerebbe poter percorrere. Un viaggio alternativo, eh già (e perdonatemi se sono un filino out)! In fondo lo so, che non c’è e non ci sarà, ma lasciamo libera almeno l’immaginazione. E dove se ne va questo ponte? Va verso l’aldilà, va verso mio padre mancato solo qualche mese fa. Perché la sua mancanza si sente eccome, e quella sua risata mi risuona ancora nelle orecchie. E allora sarebbe bello avere un ponticello a cui aggrapparsi ogni tanto e andarlo a trovare, mica per fare chissà cosa, solo per un’occhiatina delle nostre che in 2 secondi avevi già capito tutto e non serviva altro. E poi tornare indietro, sapendo dove sei.

Se ci si lega troppo forte a cose e persone, quando queste svaniscono, non se ne va forse anche una parte di noi stessi? 

dal libro “Un ponte sull’eternità” , Richard Bach

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8 responses to “I ponti dei miei viaggi

  1. Belli i tuoi ponti, mi piace soprattutto Venezia con il fascino dei secoli e delle vite passate, gli altri non li ho visti ma devono essere davvero notevoli.
    Non sono d’accordo sulla citazione di Bach, se ci si lega troppo ad una persona, quando se ne va non va via totalmente, una parte resta con noi e forse è per questo che senti ancora la risata di tuo papà.
    Ciao
    Norma

  2. Eh sì Norma, è come un taglio, in fondo una parte resta dentro di noi e ci accompagna, una parte inevitabilmente non l’avrai mai più. Grazie di essere passata 🙂

    • Di niente, e ti dirò che scrivendolo mi sono commossa anch’io 🙂 sono gli scherzi di #sensodeimieiviaggi

  3. mi piace tantissimo la primo ponte, Venezia è la mia città preferita in assoluto…ma anche la foto fuori concorso…beh..come non darti ragione…dopo 16 anni ancora sento la mancanza della mia nonnina…e spesso mi appare in sogno e parliamo…quello è il nostro ponte. Un abbraccio

  4. Post davvero molto intenso e toccante, peccato che l’ultima foto sia un fuori concorso perché per le belle parole che hai scritto avrei votato per quella…ti capisco tanto!
    Tra quelle in gara mi affascina molto la prima!

    • grazie Chiara, tanto è una gara “sui generis” e comunque vada sarà un successo 🙂 pure il mio post è sui generis, come sempre.

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