Yosemite National Park e wilderness

“Questa valle è l’unico posto che non solo è all’altezza della sua enorme fama, ma riesce persino a superarla”

Ralph Waldo Emerson

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Non so perché prima di partire avevo letto e sentito pareri così contrastanti, tanti dicevano che non ha molto di diverso dai nostri paesaggi alpini (insomma!), che è poco caratterizzato. E’ il primo dei grandi parchi dell’Ovest che vedo, il primo contatto coll’immensità della natura americana. Quella che mi aspettavo, che ho desiderato e finalmente è lì davanti a me. E la prima impressione, buttando un occhio alla mappa e poi alla realtà è “ma lo Yosemite è enormeee!!”….e attenzione alla pronuncia cari, negli States si dice Yossèmiti, con l’accento aperto sulla e!!!

Yosemte Glacier Point

Allo Yosemite ci si potrebbe fermare tre settimane e ogni giorno fare qualcosa di nuovo. Mi rendo subito conto che quei due giorni risicati che abbiamo a disposizione sono veramente roba da ridere per un parco così sconfinato. Ma tant’è, questo passa il convento e ci si adatta. Entriamo da sud-ovest e puntiamo subito a cuore del parco Yosemite Valley… sole, 28 gradi, infrasettimanale e non troppi turisti in giro. Pare che nei weekend, vista la “vicinanza” (350 km) con S.Francisco e Los Angeles, questo parco sia preso di punta dalle famigliole a stelle e strisce e le carreggiate del parco diventino modello raccordo anulare 😦

Picchio Yosemite NP

Si, è vero, è un paesaggio alpino e può ricordare le nostre Alpi. Peccato per una piccola sostanziale differenza. Si chiama wilderness. Lasciate stare lo Yosemite Village, le aree più battute e sfruttate commercialmente. Qui gli unici insediamenti umani sono le stazioni dei rangers e, se pernottate nei campeggi, dovete stare all’occhio e rispettare le regole dei guardiaparchi per evitare che gli orsi saltellino e distruggano la vostra auto alla ricerca di cibo. Rendo l’idea?

E poi prendete le nostre Alpi, puntateci su una lente di ingrandimento selvatica e cosa avrete davanti? Alcuni ingredienti: aspra bellezza, monoliti granitici e cascate tra le più alte al mondo, ghiacciai, fiumi e radure che si intrecciano, sequoie giganti, pace, silenzio, animali in libertà e…centinaia di chilometri che richiedono solo un vostro paio di scarpe da trekking (oltre a l‘Annual National Pass per entrare di cui vi ho parlato qui). Insomma un posto dove uscire finalmente dall’auto e dire WOWWW!!!!

Falls Yosemite

Ma andiamo con ordine e vediamo in un giorno e mezzo/due (quelli che avrete a disposizione se fate il giro dei parchi dell’Ovest) cosa si riesce a vedere. Tenete presente che solo una parte del parco si può girare in auto e con limiti bassi (45 miglia/ora = 72 km/h), poi bisogna parcheggiare in apposite aree e prendere gli Shuttle bus gratuiti, puntuali, frequentissimi e gestiti in modo impeccabile.

Il monolito El Capitan

El Capitan Yosemite

Il benvenuto alla Yosemite Valley ce lo dà lui, il re dei monoliti (ce ne sono 8 nel parco), il più grande al mondo, una specie di gigante geologico  di 1100 mt, un unico blocco massiccio di roccia che sembra impossibile nella sua grigia semplicità e linearità. Che poi dire solo grigio è troppo semplice, perchè questa meraviglia della natura è composta da tanti tipi di granito e se uno prova a guardarla da vicino le sue striature, placche ,strapiombi, fessure saltano all’occhio subito.

Le sue pareti verticali sembrano tagliate di netto da qualche divinità. Il Nose di El Capitan è il sogno di ogni alpinista, così dritto e cesellato, da qualunque punto della 140 lo si guardi merita una sosta. Le sue big walls pare siano un capolavoro di audacia e di tenacia per climbers. Io molto modestamente mi limito a godermelo da sotto, ma la immagino come un’esperienza unica al mondo, da pelle d’oca.

Le Yosemite falls

La seconda tappa la facciamo al secondo must see del parco, le cascate più alte del Nord America (739 mt e tre salti). Per i pigroni , famiglie con bambini, anziani e disabili 15 minuti di strada e sei sotto le Bridal Veil Falls, e comunque hai una veduta di tutto rispetto. Aggiungici 6 ore di Panorama Trail (13,7 km), e noi con la nanetta ne facciamo un pezzo finchè il caldo non ci ha stroncato, si raggiungono le Yosemite Lower Falls. Per chi ha tempo e gambe allenate le più spettacolari poi sono invece le Upper Falls, altri 15,5 km per 7 ore.

Yosemite Falls

D’inverno deve essere fantastico, niente salto nel vuoto di tonnellate d’acqua come d’estate,  ci dicono che le cascate si presentano come un’enorme lastra ghiacciata con blocchi di ghiaccio che si distaccano dalle pareti, improvvisi, assordanti. Me la immagino come una cartolina invernale dall’Alaska 🙂 e mi viene voglia di tornarci colla neve.

Il Mirror Lake

Un sentierino facile di 3,2 km piano e siete al Mirror Lake, un laghetto in una conca che offre giochi di luce e specchiature… certo d’estate non è molto carico d’acqua e l’effetto lascia un po’ a desiderare, ma se passate di qui in altra stagione per chi ama la fotografia deve essere un vero spettacolo!

Mirror Lake

Sulla strada per arrivarci mi fermo davanti a un pannello a leggere le parole di un tagliaboschi che ha passato la sua intera vita qui nel parco e mi fermo a riflettere su quanto possa essere stato in pace con sé stesso quest’uomo… mentre forse noi, smaniosi di vedere il mondo intero, non abbiamo neanche un briciolo della pace interiore che emerge nelle sue poche parole.

Il Glacier Point

Avete 2 alternative per raggiungere questa rupe a picco sulla valle: una camminata, circa 3/4 ore, con un dislivello di 1000 metri oppure farvi la tortuosissima Glacier Road (1 oretta) in auto. Noi con la nanetta non abbiamo alternative, il marito storce il naso all’idea di spararsi tutta quella strada per un unico view point, ma è IL View point colla V maiuscola e l’unico modo per convincerlo è guidare io… armatevi di una discreta pazienza e spero non soffriate il mal d’auto 😛

Half Dome

Un breve sentiero e poi lei, una terrazza a strapiombo su tutta la valle: il Merced River a fondovalle, le Yosemite Falls, le Verner Fall e Nevada Fall e, proprio di fronte, il severo Half Dome colla sua sagoma a forma di cupola tagliata a metà, erosa dal ghiaccio, che domina la valle. Altra meta dei rocciatori, la cui parte finale è fattibile solo con cavi d’acciaio e gradini scavati nella roccia. Noi però ci accontentiamo di ammirarlo da qui e di giocare un po’ con il suo skyline.

La Tioga Road

Per uscire dallo Yosemite direzione Mammoth Lake percorriamo la Tioga Road. Chiusa buona parte dell’anno per impraticabilità (tenete presente che arriva a 3300 mt) è una strada panoramica che attraversa laghi, distese infinite di foresta, le sequoie di Touloumne Grove, il Mono Lake fino a raggiungere il Tioga Pass. Per niente affollata, lontana dal traffico della Valley, si rivela una delle parti migliori dello Yosemite. Cime innevate, conifere che si specchiano nelle acque dei laghi alpini.

Tioga Road

L’unico cruccio è di non aver visto nemmeno un orso…e qui ci stava proprio tutto 😀

Mariposa Grove e Toulomne Grove

Yosemite Mariposa Grove

La voglia di vedere le Sequoie Giganti del Sequoia National Park richiede un allungamento di strada impegnativo, così decidiamo di vedere solo quelle all’interno dello Yosemite, che comunque sono di tutto rispetto. Le tappe sono troppe e tocca fare delle scelte (a malincuore). Al cospetto di Grizzly Giant, che pare abbia la bellezza di 2700 anni o di alcuni tronchi larghi 30 mt di circonferenza capisci perché Yosemite è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco!

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5 responses to “Yosemite National Park e wilderness

    • Ehm, anche a me non hanno mai attratto per nulla e non so se mai rifarò un viaggione lungo negli States, sono convinta che l’attrazione-repulsione per un paese ha sempre i suoi perchè … poi magari qualche preguidizio in loco verrà smontato e qualche altro confermato. Di sicuro la Natura qui è insindacabilmente bellissima.

  1. Bellissimo! Posso dire solo questo.
    Che voglia di vedere questi posti, questo parco mi manca e penso di essermi persa delle cose meravigliose, chissà quante fotografie avrei fatto sulle orme di Ansel Adams.
    Se mi capita di andare da quelle parti mi ricorderò dei tuoi consigli.
    Grazie
    Ciao
    Norma

    • Beh, Norma, visto che questo è il solo il primo di tutto il giro dei parchi che ho fatto, aspetta…magari non ne hai visto qualcun altro…io avevo una classifica in mente prima di partire e devo ammettere che si è ribaltata tutta vedendoli (poi di sicuro gusti personali, meteo, imprevisti possono cambiare le carte in tavola).

  2. Pingback: Dentro il Bryce Canyon | Alla ricerca di Shambala·

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