L’archi-natura dei miei viaggi

Partecipo come sempre volentieri alle iniziative del Senso dei miei viaggi nel blog Viaggi e  Baci della mia omonima Monica…e questo mese il tema mi è parecchio familiare, “L’architettura dei miei viaggi”, quindi non posso mancare all’appello!

Certo l’argomento è molto ampio, ci si può perdere in questo ventaglio, potrei parlarvi di qualche intervento modernissimo delle archistars visitato, di qualche architettura che ha segnato il paesaggio urbano delle metropoli più conosciute o di qualche gioiello della storia dell’architettura. Ma sinceramente non sono questi i luoghi, per quanto bellissimi, che mi hanno trasmesso di più, che mi hanno regalato qualcosa al di là dello stupore e della profonda ammirazione per il talento e gli obiettivi raggiunti. Spesso il filo conduttore delle emozioni viaggia su altri binari.

E riflettendoci bene le architetture capaci di “scuotermi” davvero, di raccontarmi qualcosa, e magari addirittura di commuovermi e ringraziare per poter essere lì in quel preciso momento, hanno avuto nel tempo un’unica matrice: l’archi-natura, cioè l’organica fusione di architettura e natura. E’ l’intreccio con cui “natura ed artificio” collaborano nella costruzione del singolo edificio e del paesaggio, è l’architettura organica di cui i progettisti antichi erano maestri e in epoca moderna F.L.Wright è stato pioniere e portavoce, quella che nasce da un rapporto armonico tra le parti e il tutto, tra l’uomo e la natura. Perché, anche se spesso come architetti ce ne siamo dimenticati:

«L’architettura è la continuazione della natura nella sua attività costruttiva»

Karl Friedrich Schinkel

Ma passiamo alle tre foto e ai tre esempi richiesti… se no qui il discorso sarebbe lunghissimo e con tutta probabilità noiosissimo per i “non addetti ai lavori”!

Minack Theatre

La prima scelta ricade su un teatro in Cornovaglia, il Minack Theatre:

Una donna di inizio secolo ha voluto questo teatro all’aperto e assieme al suo giardiniere lo ha costruito a ridosso della scogliera, a picco sul mare in una posizione che potrebbe competere con qualsiasi teatro del pianeta. Di fronte solo l’oceano, le scogliere e la spiaggia di Porthcurno. Alte gradinate di granito miste ad aiuole di piante grasse fiorite e curatissime, che non si capisce come possano crescere lì tra l’umidità e i venti del Land’s end …eppure! e lo ha diretto sino alla morte, dimostrando quanto l’amore per il teatro fosse vivo e acceso in lei. Un esempio calzante di archi-natura capace di scuotere anche gli animi più coriacei e un luogo per me indimenticabile.

Monastero Petra

La seconda scelta rimanendo in tema sono i tesori architettonici della valle di Petra, in Giordania:

Già percorrere a piedi la spettacolare gola del Siq con tutte le sue cromie e le sue sinuosità è un’esperienza che vale il viaggio, ma in realtà è un crescendo. All’improvviso la gola si apre in una vallata e avrete da camminare parecchio come in un’impressionante passerella architettonica. Prima la facciata solenne del Khazneh o Tesoro di Petra, la porta d’entrata della città nabatea che cambia colore durante il giorno, da un tono più giallognolo a uno più rosa a seconda della posizione del sole. Poi le Tombe Reali, tante aperture nell’immensità delle pareti rosse che ospitavano le tombe, scavate nella roccia per durare in eterno. E ancora il Teatro Romano per 3000 spettatori e in alto il Monastero di Ad-Deir…per visitarlo bisogna salire una scalinata di 800 gradini (ma vale la fatica). Insomma una città intera creata dalla nuda roccia, bisogna solo vederla per crederci.

Cesky Krumlov

L’ultima architettura è urbana, diffusa, è Cesky Krumlov in Boemia:

E’ un feudo medievale appoggiato su una serie di picchi rocciosi il cui centro è stato costruito intorno ad un’ansa stretta del fiume Moldava, secondo me (e mica solo per me!) una chicca della Repubblica Ceca…e considerate che ho abitato in CZ 4 anni e me la sono girata 🙂 La forza del ponte che sovrasta il fiume, le stradine tortuose, un complesso urbanistico unico dominato dal castello che troneggia sul paese, la torre imponente che guarda verso la chiesa di San Vito, le piazzette fiorite e i negozi artigianali, le case coi tipici tetti rossi, i portici cogli archi acuti…qui tutto, proprio tutto è armonia e si integra perfettamente col paesaggio boemo.

Ho fatto fatica a scegliere solo 3 esempi perché il tema consente mille interpretazioni differenti, vorrà dire che lasciamo una porta aperta per il prossimo appuntamento del Senso dei miei Viaggi…

qui il link: http://viaggiebaci.wordpress.com/2013/04/21/viaggi-e-architettura/

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10 responses to “L’archi-natura dei miei viaggi

  1. Monica, è fantastico! Ogni tua parola e pezzettino di immagine toccano le corde più profonde del mio cuore e mi fanno venire una voglia matta di mollare tutto e partire …
    Prima o poi andremo anche noi in Rep. Ceca e so già da chi farmi fare l’itinerario … 😉

  2. Mamma mia che posti! Non saprei quale scegliere fra tutti e 3. In una cittadina come quella dell’ultima foto mi piacerebbe trasferirmi a vivere.
    La valle di Petra in Giordania rimane il mio viaggio dei sogni.
    ma la prima foto mi ha rapito il cuore: un posto magnifico nato da una passione grandissima. grazie di avermelo fatto conoscere e complimenti per il tuo blog!

  3. Ciao Monica, ho visto la foto del teatro in Cornovaglia nel sito di Viaggi e Baci e sono subito corsa sul tuo blog per saperne di più! Quest’estate andrò in vacanza in Inghilterra (gireremo, ma principalmente visiteremo la Cornovaglia) e ti assicuro che il Minack Theatre non me lo faccio scappare!

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