Stefano&Ilenia e il loro eco-resort nelle Filippine

In primis i ringraziamenti sinceri a chi mi ha scovato questo contatto e ha reso possibile questa intervista, grazie mille a Roberta Zennaro, alias ZiaRobi del blog Gamberettarossa, TVB… poi veniamo a loro, Stefano e Ilenia, e alla loro storia, una sintesi perfetta di una frase letta tempo fa “una vita non ti basta? Puoi sempre provare a fartene un’altra” 🙂

stefano-ilenia-italiani_asia_

Veneziani ex residenti a Casale sul Sile, lui Maestro Internazionale 3° DAN di Arti Marziali, lei lavorava nel campo della ristorazione e appassionata subacquea, l’amore viscerale per il mare, la voglia di cercare una vita diversa e il fatto di sentirsi cittadini del mondo li porta, tra i tanti viaggi, nelle Filippine. Un primo viaggio esplorativo nell’Aprile del 2009, un secondo a distanza di 6 mesi, e poi il salto, le idee, il progetto, il rischio, la ricerca. E la loro nuova vita a Camiguin nel Nord di Mindanao e la realizzazione del loro eco-resort NYPA STYLE RESORT CAMIGUIN.

Ma non voglio anticiparvi altro, ora lascio la parola a Ilenia che è venuta a raccontarci “il loro angolo di paradiso” in modo da farci apprezzare con gli occhi da residente il perché le Filippine sono diventate la loro nuova casa e hanno scelto questa piccola isola.

Camiguin

1.     I latini dicevano che “la porta è la parte più lunga del viaggio”, ci raccontate il momento di passaggio e quale è stata la molla che vi ha fatto andare via?

Ciao Monica e un saluto a tutti quelli che stanno leggendo la nostra intervista.

Guarda noi ci siamo sempre sentiti cittadini dei mondo, anche se io e Stefano non ci conoscevamo ancora.  Io, ad esempio, tra il 1998 e il 2000 ho lavorato in Mar Rosso (Hurghada) come guida subacquea e il vivere in Italia mi è andato sempre un po’ stretto. Poi, quando ho conosciuto Stefano… è come 2 parti di una mela si fossero ricongiunte. Tutti e due amore viscerale per il mare (Stefano, da puro veneziano, come non potrebbe essere tale?) e la voglia di trovare i nostri ritmi e i nostri spazi in un luogo dove ci sentissimo veramente a casa. La vera molla che ci ha fatto decidere di mollare tutto è “l’esserci incontrati”.

2.     Cosa vi ha fatto pensare alle Filippine come la vostra nuova casa e perché avete scelto Camiguin tra tantissime isole per realizzare il vostro resort?

Conoscevamo già l’Oriente (Nepal, Sulawesi, Thailandia, Bali) e questo ci ha sempre affascinato. Soprattutto la gente, molto rispettosa, cordiale e amichevole. Avevamo fatto un elenco di stati dove poter “migrare” ed abbiamo iniziato a chiedere informazioni a residenti stranieri e a ricercare notizie più dettagliate possibili attraverso internet. E’ per puro caso che la nostra prima meta siano state le Filippine. Ci siamo sentiti subito come a casa. Sarà per la gente, sarà per la natura che le contraddistingue. Beh… non avremmo mai voluto lasciarle e….. a distanza di un anno esatto dal nostro primo viaggio qua, così è stato. E’ dal 27 Aprile 2010 che non usciamo dalle Filippine e che non torniamo in Italia.

Come mai Camiguin? Pura coincidenza. All’inizio la ns idea era di prendere un terreno fronte-mare con spiaggia bianca, ma nella sua bellezza, ha anche alcuni lati negativi, così abbiamo cercato anche proprietà un po’ più “interne” e così siamo incappati nell’annuncio di vendita del nostro attuale Paradiso. Ci siamo detti: “rischiamo e molliamo tutto oppure facciamo un altro viaggio esplorativo?”. Noi abbiamo scelto la prima ipotesi. Abbiamo preparato armi, bagagli e gatti e siamo partiti.

Per noi è come aver comprato un biglietto della lotteria vincente. Camiguin è diversa dalle altre isole delle Filippine che avevamo già visitato. Già quando stai per raggiungerla, ti sembra di addentrarti nel film di Jurassik Park. Vulcani che “sbucano” direttamente dal mare ed una vegetazione talmente fitta, che l’occhio umano non può scorgere le abitazioni che ci sono e poi, una volta a terra, la pulizia che la contraddistingue, la cura degli abitanti per i giardini e le strade e la loro cordialità che è famosa per essere unica in tutte le Filippine (a detta anche dei Filippini che vivono nelle altre isole). Varcato il cancello della proprietà è stato come entrare a CASA. Niente dubbi, niente rimpianti per il fronte-mare, solo la sicurezza che era il posto giusto. Il nostro PARADISO.

Per di più Camiguin può offrire tutto quello che uno cerca: mare con spiagge di sabbia bianca o nera, immersioni in giardini di coralli (meravigliosi per la macro), snorkeling in santuari marini, cascate, terme all’aperto, sorgenti di acqua fredda, sorgenti di soda water, trekking, escursioni e l’ospitalità di un popolo unico nel suo genere, senza parlare della mancanza di criminalità. Il poter vivere di nuovo senza barricarsi in casa, lasciando porte e finestre aperte. Una libertà che in Italia era ormai dimenticata.

White Island

3.     Cosa significa vivere in un paese tropicale, sicuramente non solo spiagge e mare, raccontateci i pro e i contro della quotidianità quando si ha a che fare con la forza della natura

Beh….. di PRO ce ne sono molti:

  • 25° di temperatura media tutto l’anno (per cui risparmio di soldi in vestiti pesanti, riscaldamento, etc…);
  • vivere a contatto, nel ns caso, con una natura quasi incontaminata senza inquinamento acustico e luminoso;
  • riprendere dei ritmi umani con la mancanza di stress;
  • uscire la sera, guardare il cielo e poter vedere il cielo stellato, come fosse a 100 mt da te;
  • un costo della vita molto basso rispetto all’Italia, un potere d’acquisto 3 volte superiore;
  • uscire ed incontrare solo gente che ti saluta e ti sorride (anche una brutta giornata si trasforma in buonumore) e molto altro ancora.

Per quanto riguarda i contro:

  • ogni tanto ci si scontra con i ritmi filippini (la ns mezz’ora può diventare un’ora/2 ore per loro, come un giorno diventare 2, 3 o un mese). La noia è quando questi tempi si riscontrano nel preparare documenti importanti. Per noi non ci sono molti contro, anzi.

Per quanto riguarda la forza della natura. Beh… Camiguin è un’isola speciale e fortunata. Nel periodo dei tifoni, ne è tagliata fuori e molte volte, quando nel resto delle Filippine piove, qua c’è sole e cielo turchese, spazzato via dalle nuvole grazie al vento del tifone vicino. Forse piove un po’ di più rispetto alle altre isole, a causa dei vulcani che attraggono le nubi, ma grazie anche a tutto ciò, l’isola è di un verde sgargiante e c’è acqua POTABILE in abbondanza (in molte isole delle Filippine, non sanno nemmeno cosa sia l’acqua potabile).

Katibawasan Falls Camiguin

4.     Posti imperdibili di Camiguin e della zona dove risiedete? Facciamo conoscere ai lettori del blog le ricchezza di questo angolo di mondo

Beh… qua c’è l’imbarazzo della scelta e per qualsiasi “gusto”:

  • White Island. Una lingua di sabbia bianca circondata da mare cristallino e dalla quale si può godere il panorama di Camiguin e il suo famoso vulcano Hibok-Hibok. E’ uno dei migliori siti d’immersione dell’isola.
  • Mantigue Island. Il fiore all’occhiello di Camiguin. Una piccola isola di sabbia bianca con molta vegetazione e un piccolo villaggio di pescatori. Si trova uno dei più importanti e belli Santuari Marini di Camiguin, dove un’immersione in mezzo a branchi di tonni, carangidi. Ombrine dolci labbra, pesci pipistrello è all’ordine del giorno. Senza parlare dello snorkeling che è un tuffo in un acquario allo stato naturale;
  • Kabila Beach (White Beach). Forse l’unico tratto di costa di Camiguin con sabbia bianca, dove poter godere di un splendido snorkeling in un giardino di splendidi coralli e moltitudini di pesci, senza parlare della possibilità di accedere (a pagamento e con guida) al santuario delle Giant Clams. Delle Tridacne che superano anche il metro di grandezza;
  • Hardent Hot Spring. Le terme all’aperto che ospitano 6 vasche diverse, tutte con differenti temperature, partendo dall’acqua ghiacciata fino ai piacevoli 39° della vasca più calda. Distano a meno di 10 minuti di scooter dal ns resort;
  • Katibawasan Falls. Una splendida cascata con un salto di 70 mt in una piscina raccolta tra le pareti del vulcano. C’è anche la possibilità, con guida, di arrivare alla parte superiore della cascata dove inizia la sua caduta e dove c’è un’altra “vasca” dove potersi godere un bagno fresco e ristoratore;
  • Vulcano Hibok-Hibok. Un meraviglioso trekking in mezzo alla natura più selvaggia, fino all’apice del vulcano dove poter godere la miglior vista di Camiguin. C’è anche la possibilità di poter entrare all’interno del cratere, dove si trova un lago naturale;
  • Binangawan Falls. Un trekking all’insegna della natura fino alle splendide cascate che cadono direttamente in una piscina completamente naturale (non costruita dall’uomo), contornata dalle pareti ricoperte da una vegetazione rigogliosa;
  • Saai Cold Spring. Queste piscine di acqua di sorgente, sono le meno conosciute e battute dal turismo. Per arrivarci, c’è una camminata tra risaie e piantagioni di cocco di circa 20 minuti. Il bagno nelle acque fresche delle Saai è d’obbligo. Per di più ci si può godere del peeling effettuato dai pesciolini che si trovano all’interno delle 2 vasche;
  • Bura Soda Water. Delle piscine realizzate con pietre naturali, dentro alle quali sgorga l’acqua leggermente frizzante che arriva direttamente dall’Hibok-Hibok;
  • St. Nino Cold Spring. Piscine di acqua veramente fredda, ma che ristorano durante le caldissime giornate di Camiguin. Anche qua si trovano i pesciolini per uno scrub all’insegna del naturale;
  • Sunken Cemetary. La Croce nell’acqua che ricorda le ultime eruzioni dell’Old Vulcano che hanno portano la vecchia municipalità e il vecchio cimitero, nei fondali marini. Si può effettuare un meraviglioso snorkeling con un intatto e splendido giardino di coralli;
  • Walk Way Old Vulcano – Via Crucis. La scalata all’Old Vulcano con le varie statue che ripercorrono la Via Crucis di Gesù. Dove si trova la statua delle Resurrezione, si può godere un splendido panorama della costa di Camiguin;
  • St. Rosario Church. Una chiesa che esternamente mantiene la struttura della dominazione spagnola, ma internamente è arredata con mareriali naturali anche di recupero (legni, bamboo, etc..). Proprio per questo motivo è chiamata anche Green Church;
  • Tuasan Falls. Delle splendide cascate che fino a poco tempo fa erano accessibili solo attraverso una camminata nelle vegetazione selvaggia che costeggiava il fiume formato dalle acque delle stesse. Ora, si è persa un po’ la bellezza della natura selvaggia a causa della costruzione di una strada moldo adiacente. Ma conservano sempre il loro fascino.

Posti qua a Camiguin ce ne sono tantissimi da visitare, noi abbiamo elencato solo i più conosciuti. Pur essendo piccola è sempre da scoprire.

Camiguin ragazza

5.     I filippini: come sono i rapporti con la gente del posto? Com’è il loro carattere, l’indole, le prerogative?

Ti posso raccontare solo della gente di Camiguin, anche se il resto della popolazione delle Filippine, non dista molto da loro. Noi, da quando siamo qua, non ci siamo mai sentiti veramente stranieri. La gente ci tratta amichevolmente e senza doppi scopi (anche se anche qua i furbi ci sono). Sono un popolo molto tollerante e per loro, la ns perdita di controllo davanti a certe situazioni è insensata e ti guardano come fossi matto. Anche davanti alle difficoltà ci ridono sopra ed hanno sempre il sorriso sulle labbra, anche durante i lavori più duri. I filippini hanno ancora la concezione di famiglia. Cosa che noi abbiamo un po’ perso nel tempo. I bambini giocano ancora per le strade, senza la paura che qualcosa possa succedere. Anche i più piccoli. Alla sera li si trova quasi tutti per le strade a chiacchierare e mantenere i rapporti con il vicinato. Gli anziani non sono messi in un angolo, ma sono venerati e i giovani, per loro, hanno sempre un gesto di rispetto (prendono loro la mano e se la portano alla fronte).

6. Quanto è sicuro vivere nelle Filippine? Sfatiamo uno dei primi timori di chi vorrebbe organizzare un viaggio in questo paese.

Se non fossero sicure, certamente non saremmo mai venuti ad abitare qua. Molti pensano che la vicinanza a Mindanao sia poco sicura. Ma non è così, visto che la parte più “calda” delle Filippine è nell’estremo sud. Ben distante da Camiguin. Sarà che siamo fatalisti, ma tutto può succedere e in qualsiasi posto del mondo. Certamente non andremmo mai ad abitare in un posto, dove la nostra libertà di essere sicuri, possa essere messa a repentaglio.

Nypa Style resort

7. Raccontateci qualche tradizione locale e le particolarità della cucina filippina per farci viaggiare anche coi sensi

Quando finiscono le scuole iniziano le Fiesta in ogni Barangay (Villaggio), dove le famiglie aprono le porta ad amici, parenti e conoscenti, offrendo loro cibo e bere. Per stare in compagnia. Anche noi, se non impegnati, andiamo a casa dei ns dipendenti, perchè invitati per la Fiesta. E’ proprio un momento di puro relax e di svago. Per l’occasione ci cucinano i ns cibi filippini preferiti: il sorol (pollo cotto nel latte di cocco con zenzero e spezie varie), la talong torta (una melanzana prima lessata, schiacciata come una frittata, immersa nell’uovo e poi fritta), la talong salad (melanzana cotta nel latte di cocco con zenzero, cipolle e verdure varie), il minudo (spezzatino di maiale cotto con pomodoro) e la imperdibile Buko salad (una pseudo macedonia fatta con il cocco fresco, frutta varia e cream. Io ne mangio sempre talmente tanta, che i filippini rimangono a bocca aperta nel vedermi..

8. Il vostro piccolo resort nasce con un’anima ecosostenibile, autentica, immerso in un grande giardino e pensato per godere del rapporto con la natura, perché questa scelta?

Perchè venendo da un paese che oramai ha un’edilizia selvaggia, dove tutt’attorno esiste solo cemento, per noi la scelta di un posto contornato solo dalla natura selvaggia è stata la più sensata. La gente che viene in vacanza, vuole dimenticare quello che ha lasciato in Italia, per godersi a pieno il presente, cioè Camiguin.

Ecosostenibile, perchè solo una filosofia del genere non porta ad un cambiamento radicale sia dell’ambiente che ci circonda, della popolazione e del clima. Noi, in tutti i modi, cerchiamo di arrecare meno “disturbo” alla natura che ci circonda, con raccolta differenziata e un utilizzo ridotto di prodotti non reciclabili (anche se qua nelle Filippine si ricicla di tutto, cosa che non ho notato in altri paesi visitati). Cerchiamo di coinvolgere anche i ns ospiti con il ridotto utilizzo di acqua ed elettricità.

La nostra cucina è prevalentemente casalinga italiana, ma con prodotti autoctoni del posto. Ogni tanto realizzo qualche incursione di cucina filippina o orientale, intanto per dare quel tocco in più. Eh si… sono io la cuoca.

fiore Camiguin

9. Visto il tema del blog, il viaggio come ricerca di sé stessi, devo chiedervi cosa avete scoperto di voi stessi grazie a questa esperienza di vita?

Abbiamo riscoperto il valore per le persone che ami, per le persone che ti circondano. Di noi stessi abbiamo riscoperto un’adattabilità che è d’obbligo se vivi nelle Filippine. Abbiamo trovato un autocontrollo che in Italia si era andato ad esaurire. Abbiamo ritrovato la ns parte “selvaggia”. Che dire. Abbiamo ritrovato NOI STESSI.

10. Ho l’impressione che le Filippine siano solo una tappa sulla vostra strada, o sbaglio?

Difficile da dirsi. Come diciamo sempre, siamo Cittadini del Mondo. Noi amiamo Camiguin e quasi sicuramente la nostra vita continuerà ad essere qua, ma tutto può cambiare, tutto può succedere. Viviamo il presente e le cose belle del momento. Ogni cosa ha il suo tempo e il suo luogo. Siamo felici di vivere la nostra vita al meglio.

Camiguin spiaggia

Che dire ragazzi.. a me sono venuti i brividi e chissà che prima poi non riesca ad andare a trovarli! Per vedere la gallery del loro resort, rifarsi gli occhi e magari organizzare un prossimo viaggioecco qui tutti i contatti e una loro precedente intervista del 2011 per approfondire gli aspetti legati all’apertura della loro attività (se mai vi venisse voglia di mollare tutto!).

www.nypastyleresort.jimdo.com

www.thebeaches.jimdo.com

http://italiani.asia/2011/11/stefano-e-ilenia-cambio-vita-nelle-filippine/

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