su shambala

Mandala antico

Alla ricerca di Shambala…perché questo nome al blog?

Shambala negli antichi testi buddisti significa “terra nascosta” o “fonte della felicità”, un luogo protetto dove predominano pace, quiete e felicità incontaminata: un paradiso sulla terra, o forse una terra pura, circondata da alture innevate e percorsa dal fiume Sita, un regno mistico e misterioso nascosto tra le montagne più elevate dell’Himalaia, nella zona occidentale del Tibet .

Shambala è una società in cui tutti gli abitanti sono esseri illuminati, un’oasi di cultura e spiritualità cosmica, con un grado più alto di comprensione, una morale più elevata. Shambala è il centro spirituale del nostro pianeta, la fonte di tutti gli insegnamenti e dei cammini spirituali autentici.

Si può vedere dall’ “esterno” come un luogo fisico raggiungibile con il corpo, o secondo un punto di vista “interno” il regno di Shambala può essere considerato un’esperienza interiore, raggiungibile con la meditazione e la consapevolezza di sé.

Esiste un’antica storia tibetana significativa di un giovane il quale, in cerca di questo misterioso regno, durante le sue peregrinazioni giunse alla caverna in cui viveva un vecchio eremita. L’eremita gli chiese: “Dove stai andando?” “Vado a Shambala” rispose il giovane
“Ah, molto bene – disse l’eremita – ma allora non dovrai andare molto lontano
. perché devi sapere che il regno di Shambala si trova nel tuo cuore”.

La ricerca di Shambala è una metafora del cammino, del viaggiare, è il senso che ho dato al mio bisogno continuo di scoprire luoghi nuovi, di vedere volti e forme, sentire voci e sapori, di immergermi in realtà differenti dalla mia, di guardare il mondo sempre con occhi stupiti e curiosi. Una ricerca che và al di là della conoscenza, dello sguardo, del racconto e della fotografia….è proprio la ricerca di qualcosa di più, forse della mia identità, di una realizzazione personale, di quella Monica che da sempre cerca sé stessa.

Perché forse prima ancora di guardare il mondo fuori, è più importante guardarsi dentro, capire i propri bisogni e le motivazioni che ci spingono a partire:

<Cento motivi reclamano la partenza.

Si parte per entrare in contatto con altre identità umane,

per riempire una mappa vuota.

Si ha la sensazione che quello sia il cuore del mondo.

Si parte per incontrare le molteplici forme della fede.

Si parte perché si è giovani e si desidera ardentemente

essere pervasi dall’eccitazione, sentire lo scricchiolio degli stivali

nella polvere; si va perché si è vecchi e si sente il bisogno

di capire qualcosa prima che sia troppo tardi.

Si parte per vedere quello che succederà>

Colin Thubron (Orme sulla via della seta)

2 responses to “su shambala

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