Antelope Canyon: “one place to see before you die”

E, come promesso, dopo l’Antelope photogallery arrivano le parole. “One place to see before you die“: Dominique, la nostra guida Navajo, ci gasa per benino durante il breve percorso a piedi nella sabbia che precede la discesa allo slot canyon. Di che si tratta? L’erosione improvvisa e limitata nel tempo, causata da grossi nubifragi. In pratica, a monte si raccolgono delle grandi quantità d’acqua che s’incanalano poi verso valle con una forza violenta e veloce. Infatti gli slot canyon, a differenza dei canyon tradizionali, sono semplicemente delle strette aperture nella roccia.

Antelope Canyon guida

A dirlo così non ci si rende bene conto, ma qui coll’acqua non si scherza affatto. L’ultimo episodio risale al 1997, morirono un gruppo escursionisti durante i temporali, quando un flash flood li sorprese; non c’erano scale di emergenza e vennero travolti dalla massa d’acqua. Fu un disastro. 17 anni in cui i nativi hanno investito molto per migliorare la sicurezza dello slot senza pregiudicare l’impatto naturalistico. Noi becchiamo una giornata di sole a picco, per fortuna….e comunque durante i temporali oggi il canyon viene chiuso 😦

Appena arrivati il dubbio amletico è sempre e solo uno: meglio l’Upper o il Lower??? O_O Eh si, ragazzi, perché l’Antelope Canyon, riserva Navajo a poche miglia da Page è diviso in due parti, e per un discorso economico visto che i biglietti d’ingresso sono salati (26$ Lower e 40$ Upper a testa – con agenzia anche di più fino a 80$) vi troverete di fronte all’inevitabile scelta di quale dei due visitare. Vi spiego le differenze in modo da poter essere utile a qualche altro viaggiatore:

Accesso Antelope Canyon

L’Upper Antelope: è molto più turistico, perché più accessibile, con passaggi più larghi, più semplice da fotografare, con la luce migliore tra le 11-12 quando il sole è perpendicolare e i raggi entrano maggiormente nel canyon. Però i furboni hanno fasce di prezzo differenziate a seconda degli orari e ovviamente si fanno pagare 40$ l’ingresso, accompagnati su jeep dai Navajo. Ci dicono in loco che tutte le agenzie portano i gruppi di turisti all’Upper, che è di conseguenza molto più affollato e si hanno più intralci per fotografare.

Il Lower Antelope: è molto meno visitato, si arriva al parcheggio colla propria auto e poi si procede dalla biglietteria accompagnati dalla guida Navajo obbligatoria. Si accede dall’alto, i passaggi sono più stretti e articolati, la luce migliore è nella prima metà della mattina 9-11 perché dentro le rocce sono più sinuose e l’incidenza dei raggi dà il meglio dei colori in quel momento. Meno massa turistica, meno fretta, più tempo per fotografare e gosersi lo spettacolo. E poi costa poco più della metà, 26$…noi siamo tre e la bambina (6 anni) non paga. Arriviamo alle 9.30 e dopo un breve terzo grado alle signore della biglietteria…optiamo per il Lower 🙂

Antelope family

Scendiamo attraverso una piccola e stretta fenditura nel terreno, una serie di ripide rampe metalliche ti portano sul fondo sabbioso del canyon. I passaggi sono belli stretti, a volte si riesce a mettere solo un piede davanti all’altro e si passa giusti giusti tra le rocce. Ad ogni passo si aprono scorci nuovi, sembra un viaggio al centro della terra. La luce entra dall’alto e rimbalza, s’incunea, ammorbidisce e fa risaltare tutte le sfumature di arancio e rosso e ocra e viola, una marea di le tonalità calde che mai avevo pensato esistessero.

Antelope Canyon 17

L’acqua piovana ha eroso e modellato corridoi profondi e lisci, l’Antelope è in lingua Navajo Tsè Bighànìlìnì “il  luogo in cui l’acqua scorre attraverso le rocce. Non lo so spiegare bene, è come se là dentro fosse un luogo vivo, hai la sensazione del movimento, della vita che scorre, di essere all’interno di un grande abbraccio pietrificato. Un luogo energico nonostante l’eleganza e l’incredibile bellezza delle sue forme. Una bellezza tale da non poterci credere. La testa ruota in continuazione, non sai se guardare con i tuoi occhi, con l’obiettivo della reflex, se scattare una instagrammata da condividere live, se sederti e ringraziare  e basta. So solo che ogni passo è una sorpresa, che là dentro le forme cambiano in continuazione, la luce pure, le sfumature e i giochi di ombre pure loro. Roccia, sabbia, cromie fantastiche e qualche strisciata di azzurro che da sotto si intravede.

Antelope family2

Dominique ogni tanto fa una specie di fischio stranissimo aspirato…ma eh, eh, non ci delizia sul suo significato fino al momento prima di uscire 🙂 Ci spiega poi che i Navajo fanno questo fischio buttando all’indietro la lingua, per… far scappare i serpenti velenosi!!!! Che quel suono assomiglia al fischio emesso da alcuni uccelli che cacciano i serpenti e tutti i serpenti nel raggio di centinaia di metri, quando sentono il fischio, si allertano e scappano. Ecco perché il furbacchione lo dice solo alla fine e anche perché la guida navajo è obbligatoria.

Antelope forme

Alla fine risaliamo e usciamo, in tutto è bastato 1 h 50 minuti, eppure di quelli che non ti dimenticherai mai. A volte viene inspiegabilmente saltato o eliminato dagli itinerari di viaggio ma, andare nei pressi di Page e non visitare l’Antelope Canyon è davvero un errore imperdonabile. Ormai vi ho raccontato quasi tutte le tappe fatte questa estate nei parchi dell’Ovest eppure, rispetto ad altri molto più famosi, l’Antelope è stato per me il più emozionante in assoluto. Ne siamo usciti entusiasti 😀

Aveva ragione Dominique, “One place to see before you die“, di quelli che aspetti, vedi ed esci con quell’espressione da ebete come se avessi toccato il cielo con un dito. That’s travel 😀

 

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One response to “Antelope Canyon: “one place to see before you die”

  1. Ciao e complimenti per il blog. Noi abbiamo visitato questa meraviglia nel 2016. Ci è rimasta nel cuore assieme agli altri parchi americani. Ne parliamo sul nostro blog dando alcuni consigli su come migliorare le fotografie dei propri viaggi. Ti segnaliamo il link sperando ti possa interessare.
    http://www.ishoottravels.com

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