Dead Horse Point

Se cercate un luogo nel mondo capace di togliervi la parola, questo è pane per i vostri denti 😀 Un parco dello Utah, poco a nord di Moab, subito prima di Canyonlands: piccolo, altamente scenografico e sfacciatamente bello. A voler essere cinici in fondo Dead Horse Point cos’è? Uno sperone di roccia sui canyons del fiume Colorado, un viewpoint come tanti altri. Ehhhh, ma di tanta roccia non ti sarai anche un po’ rotta le scatole con tutti questi parchi dell’Ovest? La domanda potrebbe sorgere spontanea. Ma non è così, e vi spiego il perché.

Intanto c’è una leggenda dietro al nome Dead Horse Point, e io non me la faccio scappare 🙂

Cavallo

Dicono che qui vivessero allo stato brado magnifici mustang. Liberi e selvaggi tra il rosso delle rocce. Non conoscevano l’uomo, né la schiavitù. Poi in questa terra arrivarono i cowboys, si trovarono davanti lo spettacolo incredibile di questa vallata scolpita, dove il Colorado si unisce al Green River. Affacciandosi sui canyon videro i cavalli e desiderarono subito catturarli, per domarli o venderli. Ma non era impresa facile, erano indomiti e diffidenti. Dovevano trovare un modo, uno stratagemma.

C’è un promontorio lì, una lingua di roccia a strapiombo sul fiume che, come un sonnacchioso serpente, scorre duemila piedi più in basso. Una trappola senza via di uscita, l’ideale per i cow-boys. Spinsero i mustang verso il promontorio: era fatta, una volta chiusi i cavalli, sarebbe stato un gioco da ragazzi catturarli, spaventati dal baratro che, come un recinto naturale, girava tutto intorno.

Dead Horse Point landscape

Ma i mustang non vollero arrendersi, preferendo la morte alla schiavitù. Scelsero infatti di gettarsi nel canyon, partirono al galoppo, l’ultima corsa verso la libertà, verso la morte. Si gettarono tutti, uno dopo l’altro e i cow-boys non poterono far altro che restare a guardare, attoniti e  senza parole. La fine alternativa dice invece che si lasciarono morire di sete. Comunque Dead Horse Point: “il punto in cui morirono i cavalli”.

Pensavo alle loro criniere, mentre lo stesso vento spettinava i miei capelli.

Dead Horse Point abbraccio

E poi c’è che ogni parco è diverso dall’altro, sembra il gioco delle tre carte qui nello Utah, la Madre Terra ha mescolato i suoi ingredienti base, sempre gli stessi, per dare frutti così diversi uno dall’altro e magari a poche centinaia di miglia. Quindi sì, è vero che alla fine sono sempre pietre e magari l’entusiasmo può avere una parabola decrescente, ma date un’occhiata alle immagini (magari ingrandendole) e poi mi saprete dire.

Il vento ha scavato, levigato ogni angolo di quella scultura immensa,e non riesci ad abbracciarla con un solo sguardo, devi partire da un lato e girare piano piano la testa. Il Colorado porta le sue acque dense di fango, cerco di seguire le anse del fiume e di scorgere dove vanno a finire: sagome di uomini, uccelli, animali, nel silenzio rotto solo dal fischio del vento.

Dead Horse Point lago salato

Adesso c’è il deserto, la terra è assetata. E duemila piedi sopra una delle terrazze più belle e suggestive del mondo.

INFO UTILI

Da Moab Percorrendo la 191 in direzione North, dopo circa 10 miglia si svolta a sinistra sulla SR 313. È un parco statale e non nazionale, quindi l’ingresso non è compreso nell’Annual Pass che include l’ingresso in tutti i parchi nazionali. Il costo è di 10 dollari. Una curiosità: questo promontorio è stato il set cinematografico di Mission Impossible II, con la scena iniziale dell’arrampicata sulla montagna, dell’indimenticabile scena finale di Thelma e Louise, col lancio della macchina nel burrone, di Lone Ranger e altri ancora. Dead Hoirse Point è poco visitato, incrociamo forse un paio di auto, non di più, sicuramente sottovalutato dai turisti. Inspiegabilmente.

Dead Horse Point ansa Colorado

Dead Horse Point panorama

Dead Horse Point ingresso

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4 responses to “Dead Horse Point

  1. Scopro oggi questo blog e ne resto affascinata, finalmente qualcosa di diverso dalla media dei travel blog italiani, curato nei testi e nelle immagini, originale.
    Non sai quante volte ho rivisto Thelma&Louise e ho sognato di vedere questo posto…oggi mi ci hai portato tu. Grazie mille.

  2. Ciao Irma, non nascondo un filo di imbarazzo, grazie di cuore. Se sono riuscita a portarti lì anche per poco, allora oggi è proprio una buona giornata!

  3. Da lasciare davvero senza parole, un posto bellissimo.
    L’unica preoccupazione è che soffro di vertigini, come faccio a fare le foto appollaiata su quella roccia, sto male già adesso.
    E’ un posto da non perdere però.
    Grazie
    Ciao
    Norma

    • Ma no, tranquilla, il viewpoint principale ha ringhiere e valide protezioni, io mi sono fatta scattare una foto in un punto prima del viewpoint “libero”. Quindi nessun problema.

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