Infarinatura di San Francisco

San Francisco artisti di strada

Raccontare una grande metropoli è in generale una roba da equilibristi, si rischia sempre di scivolare sulla buccia di banana, di essere scontati, di ripetere informazioni dette e ridette in salsa personale. Raccontare San Francisco dopo 3 soli giorni di conoscenza è un po’ come parlare dell’Odissea avendone letto solo le prime pagine. Insomma ti pare sempre un azzardo. Comunque ci provo, proprio perché lei mi è piaciuta e non poco. Nonostante tre giorni siano una semplice infarinatura.

San Francisco sunset

Come potevo cominciare, io nata e cresciuta al mare, ad approcciare San Francisco? Dalla baia ovviamente, così familiare e per me sempre così sorprendente. L’oceano lo puoi vedere dall’alto delle colline accompagnato dal suono metallico delle rotaie del Cable Car, dai pontili che orlano come pettini il suo waterfront, da qualche ferry che attraversa la baia ventosissima. Comunque lo vedi, col sole alto e la luce che abbaglia, col tramonto caldo che allunga le ombre, lui affascina e ha il suo perché. Mettici tre giornate di sole limpido e vento costante e già le carte in tavola sono di quelle buone.

baia di San Francisco

San Francisco Ghirardelli Square

Il mare unisce e cuce le anime differenti di questa città. E te ne accorgi subito. Ogni quartiere di San Francisco ha la sua distinta personalità, dall’hippy chic di Haight Asbury coi suoi negozi di merce strana, graffiti e sfilata di ville d’epoca vittoriana, allo spirito alternativo del Mission District, quartiere mezzo latino mezzo asiatico. Il quartiere della Marina coi suoi bistrot trendy e panorami da cartolina del Golden Gate Bridge, mentre Union Square e la zona di Downtown sono da visitare in un giorno lavorativo, col brulichio di dipendenti e i negozi delle grandi firme dall’orario continuato. La disinvoltura del Fisherman’s Wharf è invece fatta per i turisti e i leoni marini, da provare al Pier 39 un fish&chips e le mitiche caramelle di Candy Baron.

Transamerica Pyramid

Cosmopolita, tollerante, vivace, eclettica, questi gli aggettivi che calzano a San Francisco. E mica solo per il numero di musei, teatri o sale da concerto, ma per la mentalità dei suoi abitanti, inclini a sperimentazioni e novità in ogni campo.  La città si è spesso trasformata in un centro della cultura alternativa. Letterati e poeti della Beat generation e della San Francisco Renaissance anni’50, o la Summer of Love che nel 1967 consacrò San Francisco come capitale degli Hippie e degli oppositori alla Guerra del Vietnam. Il femminismo ed i militanti per i diritti dei gay hanno avuto nella città un punto di riferimento, nel quartiere di Castro la popolazione gay raggiunge il 41% degli abitanti. Un mix accattivante.

San Francisco Japanese Gardens

Insomma, in un attimo puoi passare dalle lanterne rosse e le anatre glassate della China Town al tè al gelsomino dei Japanese Tea Garden da degustare tra pagode, bonsai e ruscelli, ai modernissimi 260 mt d’incastro architettonico della Transamerica Pyramid simbolo del Financial District, al tempio del cioccolato in Ghirardelli Square da cui si gode un tramonto impagabile,. Da O’Neill pub irlandese con 80 birre artigianali, a Original’s Joe per i nostalgici della cucina italiana, gestito dalla classica famiglia italiana da oltre 60 anni, ai semplici chioschi che vendono frutti di mare, vongole ed il granchio di Dungeness sui moli. Dal Jazz e Blues passeggiando tra i locali notturni di North Beach all’anima Soul dei tanti artisti di strada che ti chiedono qualche spicciolo in cambio di vera musica alla zona di “Soma“, South of Market, la più in negli ultimi anni con rinomati ristoranti, musei, teatri sperimentali, night-club, centri d’arte e centri commerciali.

San Francisco Alamo Square

San Francisco artista di strada

Ce n’è un po’ per tutti i gusti. San Francisco mi ha dato questa impressione, di un condensato di mondo dove incontrare personaggi di tutti i tipi, però un condensato ancora vivibilissimo. Ancora a misura d’uomo. Il mondo migliore per scoprirla? Visto che è costruita su 7 colli, impensabile farsela tutta a piedi. Puntate al mega Visitor Center che c’è in Market Street, io consiglio di comprarsi un pass da 3 o più giorni del MUNI, che sarebbe la rete di trasporti municipale (da non confondersi col BART, che invece è extraurbano). Con questo pass potete muovervi con bus, metro, tram, filobus e persino col Cable-Car.

San Francisco Cable Car 1

il MuniPASS da 1, 3, 7 giorni, permette di utilizzare semplicemente i mezzi pubblici della MUNI

il CityPASS costa di più ma permette di usufruire per una settimana di tutti i mezzi pubblici MUNI oltre a poter vedere le principali attrazioni di SF (per vederle si hanno 9 giorni)

Poco fa ho parlato di abbonamento da tre giorni perchè, secondo me, sono sufficienti per un primo assaggio della città (musei esclusi)…tenendo presente che qualche voglia vi rimarrà di sicuro 🙂 Se poi non potete fare a meno dei musei aggiungete altri 3 giorni! Invece, per capire la mentalità dei sanfranciscani, potete tranquillamente restarci altri sei mesi!!!

San Francisco Cable Car 3

Sarà populista, sarà da turisti che abboccano, ma è inutile dirlo…il mezzo migliore, più scenografico, più divertente, più agognato nonostante le lunghe file è UNO SOLO: il Cable Car. Un cult. E nonostante a un nativo non passerebbe neanche per l’anticamera del cervello di farsi 30 minuti di fila sotto il sole per 10 minuti di tragitto a 6 $ l’uno a rischio della propria vita…arrivare a San Francisco e perdersi un giro appesi alle mitiche carrozze, proprio no, sarebbe uno sgarbo 🙂 E sono certa che in pochi resisterebbero. Io ho ceduto subito.

San Francisco Cable Car 2

Sono carrozze (non tram!) che si muovono grazie ad un cavo che corre nel sottosuolo, attivato dai meccanismi collocati in una centrale; l’edificio è visitabile ed è sede del Cable Car Museum tra la Mason e la Washington (ingresso gratuito). Sopravvivono 2 linee di Cable Car, due collegano il capolinea comune di Powell st con la zona di Fisherman’s Wharf, lungo due differenti itinerari e ai capilinea potete assistere alla manovra di inversione di mezzi, fatta manualmente a spinta dagli operatori; sono abbastanza prese d’assalto dai turisti, in coda, seduti o, attenti a non sporgersi troppo, appesi ai corrimani. Dentro il sistema di aggancio e di leve che consente al manovratore di condurre il mezzo ha un centinaio di anni ed è un vero spettacolo!

San Francisco downtown Da non perdere anche il filobus della F-line, linea tranviaria percorsa da tram storici, ovvero da vetture tolte dal servizio regolare tempo fa e restaurati ad arte; si tratta delle vetture PCC, una volta diffuse in tutti gli USA, prima della massiccia soppressione delle reti tranviarie avvenuta negli anni ’50 e ’60; sono mezzi coloratissimi e particolari che non potrete non notare; a fianco di questi corrono i tram provenienti dalla città di Milano (tipo “1928”), li riconoscerete per la colorazione arancio e lo stemma bianco e rosso della città di Milano. Farsi un giro sulla linea da Fisherman’s Wharf a Castro è una valida alternativa ai cable car: è un’esperienza american old style e ti dà uno spaccato reale di vita quotidiana.

Ma come direte voi? Manco una parola sul Golden Gate Bridge??? Arriva arriva tutto, su quello e tanto altro… alla prossima e stay tuned 🙂

baia di San Francisco sunset

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4 responses to “Infarinatura di San Francisco

    • grazie, io di metropoli statunitensi ho visto solo Miami ma San Francisco mi è piaciuta decisamente di più. Photo by courtesy of GG (fortunatly my husband) ahahahh 😀

  1. Certo che sto “tuned”, adesso che sono tornata ed ho una connessione decente non mi perdo i tuoi post, li leggerò uno dopo l’altro per gustarmeli.
    Bello questo su San Francisco, non ci sono mai stata ma mi è venuta voglia di andarci, mi farei delle scorpacciate di frutti di mare …
    Ciao
    Norma

    • Ma grazie Norma, anch’io dopo il trasloco sono finalmente riconnessa col mondo, per 30 gg mi sono arrangiata con cell e Ipad… per San Francisco, se hai la possibilità prenota un volo senza indugi, è una gran bella città.

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