Il buono, il brutto, il cattivo del TBDI2013

Si intitola così questo post, come il capolavoro di Sergio Leone… un titolo volutamente provocatorio perché diciamolo, mi rendo conto di come sui social network spesso i rapporti siano troppo “edulcorati” (un eufemismo), spesso non ci si conosce di persona e un po’ per correttezza, per rispetto, per netiquette e per non esporsi troppo succede di sentire in giro moooolti elogi reciproci e mooooolta positività a oltranza e mi son sempre chiesta: sarà tutto vero? E mi son sempre risposta: ma va làààà 😀

In quest’ottica ritengo sia molto più onesto e costruttivo nei confronti dei miei colleghi e di chi con tanto impegno ha organizzato questo Travel Blogger Destination Italy 2013 a Rimini, fare un bilancio fatto non solo di elogi, ringraziamenti, stupore e meraviglia (che ci stan tutti), perché sarebbe troppo facile e non credo servirebbe a nessuno se non a ribadire con autocompiacimento la propria partecipazione a questo evento. Ben poca cosa. Ed ecco il perché della scelta del titolo.

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IL BUONO

Partiamo da qui, già tanto, anzi tantissimo! Chapeau a questi due giovani, Fabrizio Todisco ed Emma Taveri, che hanno veramente idee innovative, voglia di metterci energie, tempo e faccia, che hanno fatto tutto da soli e hanno intuito il gap mostruoso tra i Travel Bloggers stranieri e quelli italiani, e han provato a costruire un ponte reale tra gli operatori del settore turistico e questo mondo ancora “sperimentale” dei travel blog nostrani. Loro ci hanno dato uno spazio fisico e gratuito all’interno del TTG. Un’idea geniale, concreta, utilissima e che soprattutto guarda al futuro. Un futuro fatto di evoluzione, strategie, rete tra di noi (oggi assente) e professionalità (anche nel nostro piccolo).

Una giornata intera di seminari dove alcuni tra i più conosciuti Travel Bloggers da tutte le parti del mondo sono arrivati a Rimini per parlare di sé stessi, delle loro modalità di approccio al blog, dei loro consigli per farlo decollare, renderlo efficace e continuativo nel tempo, per migliorare lo storytelling, la fotografia, essere instagramers o vloggers. Con una capacità di stare davanti a una platea, di parlare in scioltezza, di essere in tutto e per tutto iper-professionali. Molti di loro vivono oggi di blogging e han fatto di una passione un lavoro. Hanno realizzato un sogno. Eppure mi rendo conto che anche qui niente è per caso, ognuno di loro ha stoffa da vendere, ha carattere, talento, humor, idee chiare, e se sono emersi dalla massa il motivo c’è eccome.

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Ho ascoltato i loro consigli come una bambina di fronte ai discorsi dei saggi, senza perdermi un appuntamento, anche se la sveglia alle 5.30, le 3.30 di guida e le 8 ore di seminari in inglese…diciamo che le ultime 2-3 ore non ero proprio lucidissima e avrei tanto voluto una traduzione simultanea 🙂 ho preso nota e in qualche caso fotografato le slides, per non dimenticare una parola di quello che è stato detto. Interessantissimo.

Anche le due Jam Session italiane, il primo e terzo giorno, sono state ritmate, piene di spunti innovativi e hanno portato alla luce progetti finalmente fuori dal coro, strategie a lungo termine, blog-tour differenziati a seconda di single-coppie-family, travel bloggers che non conoscevo e a cui va la mia stima. Ottime idee che hanno messo i puntini sulle i sulla nostra creatività anche in tempi di crisi e sulle nostre potenzialità.

Ps. sarebbe stato bello, prima degli incontri o anche post-seminario avere un abstract degli interventi, magari una breve sintesi e le slides come succede nei convegni… perché rimanga traccia su cui meditare 😀

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IL BRUTTO (per modo di dire)

Veniamo alla giornata clou, quella dei B2B, gli incontri modello speed-dates “Meet your blogger” al padiglione C5. E qui un po’ di dolenti note ci sono state. Parlo per me ed esprimo solo una mia personalissima opinione, consapevole che magari tutti i miei incontri siano stati “atipici” (anche se ho avuto diversi riscontri). E spero di essere contraddetta.

Io credo che l’organizzazione sia stata veramente difficile, coordinare i 150 bloggers, i guest speakers, il TTG, gli hotel, le location serali, i trasporti, e chi più ne ha più ne metta. Quindi a chi ha organizzato vanno tutte le attenuanti e riconosco loro la buona fede e le ottime intenzioni. Non sempre però ha funzionato tutto. Mi spiego.

Tre ore di desk alla mattina e tre al pomeriggio per ciascuno di noi. Un’area grandissima a disposizione. Entrano gli espositori accretidati della fiera, un po’ di tutto dall’agenzia viaggi, al tour operator, al consorzio di guide turistiche, all’ente del turismo straniero, all’ufficio stampa vattelappesca, all’associazione albergatori pincopallo etc. Tutto (o quasi) random, questi entrano, credo pochi fossero lì per appuntamenti prefissati o per un target particolare di blogger, sapendo bene da chi andare. Forse è successo ai blog più in vista e con media kit da capogiro 🙂

Punto nr. 1

Gli operatori del settore con cui ho avuto modo di parlare lamentavano il fatto di aver ricevuto l’elenco dei blogger presenti solo poco prima dell’evento e non avere avuto il tempo di capire quali fossero le caratteristiche di ogni blog, quale fosse più adatto per la loro destinazione e quindi andavano ahimè “a casaccio” da uno piuttosto che da un altro, guardavano il nome del blog, la faccia del blogger e decidevano dove sedersi. Non sapevano se uno era un blog di viaggi coi bambini, un blog specializzato su una regione d’Italia o sul mondo intero. Col rischio di conoscersi e poi scoprire che operatore e blogger erano poco compatibili.

Magari per l’anno prossimo sarebbe carino mettere subito nel sito del TBDItaly, a mano a mano che i blogger confermano la presenza, nella sezione già predisposta anche il semplice nome-cognome, nome del blog e link relativo. O l’ideale sarebbe far avere 15 gg prima dell’evento l’elenco dei bloggers. Così gli operatori hanno il tempo di organizzarsi, guardarsi per tempo chi ci sarà, capire la tipologia di blog e chi fa al caso loro.

Punto nr 2

Nemmeno noi avevamo la più pallida idea di chi sarebbe arrivato, erano appuntamenti al buio. Magari a me non me ne frega niente della destinazione termale 5 stelle o della catena di hotel di charme, mettiamo il caso che adoro il camping e l’alta montagna e sono esterofila. E allora, per far sì che i B2B siano ottimizzati anche al blogger sarebbe bello far saper 15 gg prima chi ci sarà, in modo che noi stessi abbiamo il tempo di contattare chi più ci può interessare come operatore e magari prefissare degli appuntamenti ad hoc. E’ un discorso reciproco. Di programmazione.

Punto nr. 3

Il colmo è stato che nel resto della fiera il wi-fi funzionava alla grande e nell’area dei B2B coi 150 bloggers non c’era verso, wi-fi bloccato, nada de nada 😦 sono riuscita per fortuna all’inizio ad aprire l’Ipad sul mio desk per visualizzare il mio blog, poi per tutta la giornata ciaooooo… madddaiiiii. Ecco l’anno prossimo sarebbe carino far attenzione a questi problemini tecnici.

Punto nr. 4

Dopo gli incontri avuti nell’arco della giornata mi resta in testa una parola chiave: confusione. Perché da me sono capitati solo pochi con le idee chiare, gli altri chiedevano a me in che forma avrebbero potuto collaborare con un blogger, uno manco li conosceva i travel blog! E il massimo della proposta “coordinata” era l’ipotesi di un blog-tour, senza alcuna strategia integrata o a lungo termine per promuovere un territorio. Ho avuto l’impressione (sarà io la sfigata?), a parte pochi più evoluti e con le idee chiare fin da subito, che la collaborazione tra operatori del turismo e travel bloggers sia ancora terra di cani sciolti, area di sperimentazione, con una gran confusione di fondo.

Punto nr 5

Alcuni lamentavano la mancanza di una rete né una associazione come all’estero dove trovarci tutti, siamo una specie di laboratorio senza regole. Coi nostri tipici individualismi, l’acqua al nostro mulinetto, gli amici degli amici, il canale giusto, le invidie per qualche followers in più e qualche invito ai blog-tour. Utili per carità per fare pubbliche relazioni, alimentare il blog e conoscere una zona, ma che ben poco hanno a che fare coll’essenza del viaggiare.

E il peggio è che, tra la marea di persone senza filtri, accoglienti e con cui ho trovato da subito grande feeling, ho avuto anche l’impressione che qualcuno si sia un pelino montato la testa, per modo di fare e distacco, forse pensando di aver raggiunto chissà quali traguardi per community, followers, blog-tours e inviti (mah)….ricordiamoci sempre che non siamo premi nobel, ma semplici travel bloggers 😀

IL CATTIVO

No, dai, questo è uno scherzetto, non c’è nessun cattivo 😀 😀 😀  (e perdonate la lungaggine del post)

Per me è stato tanto già partecipare, il mio è un blog nuovo e con una scelta di “nicchia”, sia per il nome che per i contenuti, le immagini, le citazioni. Però mi rispecchia molto e cerco di curarlo al meglio, fregandomene di visibilità, marchette, guest posts che non sono coerenti alla mia scelta. Ed è stato un onore essere invitata, partecipare, ascoltare i bloggers stranieri, incontrare i colleghi, aprire gli occhi su una realtà che ad oggi conosco ancora poco, avere questa opportunità. Ringrazio ancora chi mi ha selezionato. Thanks a lot ragazzi, siete forti!

Un #TBDItaly in grande stile, che può solo crescere… perché come ricordato agli speech

“I sentieri si tracciano camminando”

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20 responses to “Il buono, il brutto, il cattivo del TBDI2013

  1. Ciao carissima, ho appena pubblicato anche io il mio resoconto sul TBDI e mi piacerebbe lo leggessi e mi dicessi cosa ne pensi, perchè il mio resoconto è proprio come dici tu…tutto bellissimo e tutto perfetto! Quello che tu dici è vero, non hai assolutamente travisato i fatti, così come non lo ho fatto io, ma è diverso come ci siamo relativizzate ai questi fatti: io ho interpretato queste sfaccettature come opportunità. Se tutti avessero già saputo da chi andare probabilmente non avrei avuto così tanti contatti, se in Italia si sapesse già chiaramente come opera un travel blogger sarebbe molto più difficile aprirsi porte: siamo una specie di pionieri in questo campo e questo vuol dire che nostro è il compito di spiegarci, il nostro primo lavoro è spiegare come lavoraiamo, cosa possiamo fare per loro, può essere lungo a volte noioso, ma ti modo di non essere incastrati da schemi già fatti da altri.

  2. Sì..c’è tanta confusione. Evento interessante, io non sono potuta venire. Ma la condusione e la ricerca di chissà quale panacea si evince ascoltando la rete.

  3. grazie Laura, più che panacee direi che qui servono piccoli passi. Il primo cercheremo di farlo noi, confrontandoci e iniziando a mettere punti fermi per poterci presentare l’anno prossimo più “strutturati”

  4. Ciao Monica
    eccomi finalmente. Il tuo resoconto e’ assolutamente lucido e vero: c’e’ tanto da fare ancora ma la strada c’e’!Conoscere il “brutto” non toglie niente al buono se mai aiutera’ a migliorarlo ancor di piu’!
    Io ho scritto il mio “resonto” ieri ma in realta’ quello che mi sono sentita di scrivere che mi ha “guidata” e’ stata la pancia e la pancia mi dice una cosa per certo: viaggiare e’ la mia passione.
    Non so se sono una travel blogger vera (come ci siamo dette…) ne’ se mai lo saro’ e se ascoltare alcuni interventi mi faceva voglia di dire “I want it!” dalla carica che trasmettevano io riflettendoci mi sono resa conto che al di la’ delle strategie, dei “tips” e delle cose da fare cio’ che davvero amo e in cui voglio metterci me stessa e’ viaggiare … e scrivere… 🙂
    Va beh…mi sono dilungata…sorry… tanto lo sai che sono logorroica!;)
    ps son felice di esserci stata, di averti rivisto e di aver condiviso chiacchiere e pensieri!
    Fra

  5. ciao Fra, grazie di essere passata
    in effetti dici una verità, il travel blogger può nascere ed essere credibile se in partenza non è un viaggiatore vero iper-appassionato, altrimenti non c’è trippa per gatti 🙂

  6. Ciao! Mi sono bevuta il tuo lunghissimo post (ma ci stava tutto!) e concordo fondamentalmente sulle tue “critiche costruttive”. Diciamo che quello che poteva essere un evento grandioso si è un po’ relativizzato a causa di qualche smagliatura, soprattutto nel momento del B2B. Ed io ho navigato su internet grazie alla provvidenziale chiavetta Vodafone presa per scrupolo poco prima di venire a Rimini… i TB sena wifii sono come moto potenti ma senza ruote…
    Contenta di averti conosciuta!

  7. ciao! hai detto esattamente le cose che avrei scritto io.. anzi che forse scriverò… ma le tue stesse sensazioni sono quelle che ho percepito io e altre travel blogger con cui mi sono confrontata… E’ stato tutto bello è vero.. ma è giusto dire anche le cose che non hanno funzionato per sistemarle se possibile il prossimo anno.

  8. ciao Marinella, io spero tanto in un confronto aperto tra di noi in primis… lo so, sono un’idealista 🙂

  9. Pingback: Il Mio Marketing [punto] com » Forse un giorno·

  10. Pingback: TBDI: l’evento per i travel blogger | Elena Farinelli·

  11. sono venuta a spiare in attesa del prossimo TBDI che, per noi, sarà il primo!!! Chissà che qualcuno non abbia ascoltato i tuoi piccoli suggerimenti! 😉

    • maaaaaaaaa !!! io quest’anno sono invitata ma se vengo decido all’ultimo momento … sarebbe carino conoscersi, l’anno scorso ho dato un volto e una stretta di mano a tanti “colleghi”.

      • noooo, tranquilla, non può esserlo, garantito al limone 🙂 e poi le prime volte è sempre un’emozione a mille

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