Opatjia e l’art nouveau

Opatjia 1

Non sempre i luoghi corrispondono alle nostre aspettative. Quest’estate per necessità familiari siamo dovuti rimanere vicini a casa e ci siamo fermati qualche giorno in Croazia, nel Golfo del Quarnero dalle parti di Opatjia (all’estremità della penisola istriana). Avevo ancora in mente il viaggio di anni fa attraverso tutta la costa dalmata, le calette, i paesi in pietra, l’acqua limpida, le spiagge sabbiose dell’Isola di Rab, il colpo d’occhio della piazza centrale dell’Isola di Hvar, le escursioni in canoa e i ricci giganti dell’Isola di Mljet. No, ecco, se andate a Opatjia è diverso. Non fraintendetemi, è splendida a modo suo, ma bisogna saperne vedere e apprezzare la particolarità. Altrimenti ne rimarrete delusi.

Scoprirete che le spiagge non esistono se non rocce, spianate artificiali o qualche caletta nei dintorni. Opatija è stata in passato descritta dai viaggiatori come “la Vienna del Mediterraneo” e questo la dice lunga. Immaginate il turismo nella seconda metà del XIX, la nobiltà asburgica e della Mitteleuropa che sceglie Opatija come uno dei contesti naturali in grado di offrirle totale relax. Una signora riviera protetta a ovest dal monte Učka, catena montuosa di 20 km. Clima ideale (infatti il primo status ufficiale, già nel 1889, era quello di sanatorio climatico). Alberghi,  ville e parchi bellissimi costruiti in quel periodo rappresentano uno degli apici del patrimonio culturale e dell’architettura liberty della Croazia.

Opatjia 9

Da qui bisogna partire. Dalla sua storia. Dall’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe che per primo credette nel suo sviluppo. Dall’ aristocrazia che si godeva momenti di pace e tranquillità lontano dalle corti. Da un turismo ante litteram, che a fine Ottocento e nel periodo della Belle Epoque portò qui regnanti e ospiti illustri come Gustav Mahler, Anton Checov, Giacomo Puccini e James Joyce. Da un’epoca felice di costruzione racchiusa in pochi decenni e spazzata via dallo scoppio della prima guerra mondiale. Questo è il sale di Opatjia.

Per avere un’idea di cosa sto parlando qui una mia gallery:

Grandi alberghi di classe dalle sale coi soffitti altissimi e dalle stanze comode rigorosamente vista mare, ville signorili primi ‘900 circondate da palmeti, la vista che spazia da Krk a Cres fino a Rijeka, un lungomare spettacolare e romantico di 12 chilometri che tocca tutte le località della riviera e ha il suo simbolo nella statua della Ragazza con gabbiano. E’ impossibile non percorrerlo quasi tutto, da Volosko a Lovran. E’ come una passerella sul passato a cielo aperto, passo dopo passo. E allora vi consiglio di fermarvi ad apprezzarne:

  • Il Grand Hotel Kvarner, primo hotel storico di Opatjia, che sembra una piccola Schonbrun in riva al mare, ormai lontana dagli antichi fasti asburgici ma con tutto il fascino delle residenze imperiali.
  • Il Grand Hotel Adriatic che segna un cambiamento nell’estetica nell’inizio del 21° secolo, adottando quella razionalista dell’architettura internazionale in stile Art Nouveau. Ma ce ne sono tantissimi, l’Imperial con la sua architettura in stile Secessione, il Liberty del Palace Bellevue, il Bristol, il Belvedere, l’Abassador.
  • La Villa Angiolina, immersa in nel parco sv.Jakov abbellito da piante portate qui dalla Cina, dal Giappone, dall’Australia e dall’America del sud. Un vero monumento orticulturale oggi sede di esposizioni.
  • La chiesa di sv. Jakov, nata su monastero benedettino, in pietra calcarea, con una posizione strategica e interni semplicissimi ma un’abside mosaicato dal sapore bizantino.
  • La Madonna del mare, posizionata in una nicchia naturale proprio dietro la chiesa di sv.Jakov, e l’elegante Ragazza con Gabbiano simbolo della città. Così come il piccolo porticciolo e lo Yacht Club, che tradiscono le origini marinare di quest’area.

C’è poi il lato mondano (che a me personalmente interessa ben poco), fatto di locali in riva al mare, ristoranti, vita notturna, casinò e negozi di grandi firme, di macchinoni di passaggio e movimento. A chi piace…Io comunque vi consiglio, se passate da quelle parti, di fermarvi e provare a guardarla con occhi attenti e pronti a coglierne una bellezza lontana dalle mete turistiche “di mare” e lontana dai facili innamoramenti. Spero piaccia anche a voi 🙂

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