Piccolo manuale per una Houseboat felice

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E dopo il post di “teoria” (parolone) e la gallery, come promesso è il momento di passare alla pratica 🙂 Ho notato sia prima di partire che dopo il rientro un certo interesse da parte vostra sull’argomento e mi metto nei panni di chi vorrebbe provare questo tipo di vacanza o semplicemente di me stessa prima della partenza. Vediamo di chiarire quindi un po’ di dubbi e punti fondamentali.

Le Houseboat sono organizzate un po’ in tutta Europa e se non ne avete mezza di espatriare pure in Italia nell’area veneta intorno a Venezia e Treviso, l’operatore più gettonato e organizzato è Le Boat, potete contattarli, come abbiamo fatto noi, tramite agenzia pagando poi tutti gli extra in loco (carburante consumato, noleggio bici, assicurazione/cauzione, etc) oppure direttamente tramite il loro sito oppure Nicols o altri.

Scegliete bene l’itinerario prima di partire, tenete presente che la Houseboat va lentissima (8-10 km/h) e sarete vincolati all’itinerario scelto sui canali, ci sono centinaia di opzioni, tutti piccoli tratti. Quindi i miei consigli spassionati sono:

a. Scegliete un itinerario con meno chiuse possibili

La chiusa è il corrispondente idraulico di un varco presidiato da un cancello, e la troverete ogni volta che c’è un dislivello nel canale. E’ tutto uguale a 100 anni fa, tutto manuale, di innegabile fascino. Ma dopo 10 chiuse vi avverto, come in tutte le cose, potreste averne le scatole piene 🙂 Le houseboat sono poco più strette della chiusa, si entra dentro, le porte si chiudono, le cime vengono lanciate sulle bitte per aiutare a posizionare la barca, uno tira la cima davanti e uno dietro, un custode aziona la manovella a cremagliera per far entrare/uscire l’acqua dalla chiusa, poi con altre manovelle laterali si aprono i battenti e si prosegue. Quasi sempre c’è un custode che sbuca magicamente da una casetta e vi aiuta nell’operazione, al massimo dovrete arrangiarvi a far tutto. Tempo minimo richiesto 10-12 min a chiusa….quindi se nel vostro itinerario ci sono 70 chiuse fatevi voi i conti! E tenete presente che oltre alle chiuse incontrerete ponti levatoi, gallerie e strettoie, tanto per farvi un quadro completo.

b. Scegliete un tratto che tocchi cittadine interessanti da vedere

Per carità il paesaggio della Borgogna ha il suo perché, ma vista la brevità del tragitto che in una settimana può fare l’houseboat, avere qualche punto di interesse non microscopico nell’itinerario non è male, in modo che con le biciclette potrete vedere già qualcosa di sostanzioso. Fatevi dare se possibile una tabella (io l’ho avuta troppo tardi) con indicato per ogni tratta i km navigabili, il numero di chiuse presenti cercate di capire bene quale sarebbe il punto di partenza e di arrivo. La soluzione migliore è abbinare la settimana di Houseboat con 3 o più giorni in auto/hotel per integrare l’esperienza in barca con qualche giretto libero di punti di interesse più distanti…e in Borgogna ce ne sono di bellissimi.

c. Fate un itinerario solo Andata

Ok vi toccherà pagare una differenza di circa 150 € per farvi portare l’auto dal punto A al punto B o pagare un taxi che vi riporti alla base, ma ne vale assolutamente la pena, perché rifare lo stesso tragitto soprattutto con molte chiuse rischia di diventare un pelino, giusto un pelino noioso O_O

d. Tenete presente due giorni di viaggio in macchina

Per arrivare alla base di partenza delle houseboat in Borgogna servono quelle 8-9 ore di strada, si può fare tappa come noi all’andata a Chambery o altrove, poco dopo il Frejus, oppure spararsi il tiratone. Se noleggiate una settimana l’houseboat tenetevi larghi con 9-10 gg a disposizione.

e. Un’idea di budget

Un po’ di dolenti note… già l’autostrada, la benzina, il Frejus, le notti e i pedaggi francesi non sono a buon mercato, poi le Houseboat non te le tirano di sicuro dietro (dipende dai modelli e dai periodi). Se siete un gruppo potete ammortizzare il noleggio. Noi in Agosto abbiamo speso in due (1 adulto e 1 bambina) tutto compreso sui 1500 euro. Ed eravamo 8 partecipanti.

f. Portateci i vostri bambini

La houseboat è una soluzione ideale per le famiglie, ho visto mamme e bambini di tutte le età, neonati compresi, perché dentro c’è tutto, è un comodo appartamento con zona giorno, angolo cucina, cabine e doppi bagni, spazi confortevoli…molto più del camper di cui vi parlai in questo post  🙂 I bambini si impossesseranno di ogni cmq facendone il loro regno, con musica a palla, scarpe e calzini ovunque, saltando da una cabina all’altra, dal piano sopra dove c’è lo skipper e il solarium e le panche con l’ombrellone, al bilocale sottocoperta. Chi giocherà a fare il capitano, chi lancerà la cima, chi girerà la manovella della chiusa, chi ballerà sottocoperta … di sicuro non sarà un’esperienza facile da dimenticare. Per grandi e piccini.

g. Fate cambusa prima di partire, ma tanta!

Occhio che in Borgogna troverete i ristoranti col lanternino: soprattutto nei piccoli centri semidisabitati, nonostante circolino parecchi turisti, non c’è quasi nulla. Il consiglio è di fare lo spesone compreso di tutto prima di partire, e se non volete passare le serate a spignattare (io ero la lavastoviglie umana ufficiale) meglio prendersi piatti, bicchieri di carta e compagnia bella.

h. La simpatia francese è proverbiale

No, dai, non voglio fare di tutta un’erba un fascio e ci tengo alla netiquette ma sono stata a Parigi, in Provenza, in Costa Azzurra, in Camargue e ora in Borgogna e sarà un caso, per carità non amo le generalizzazioni, ma l’ospitalità francese non mi è parsa splendere di luce propria. Spesso, al di fuori dei grandi centri, si fa fatica a comunicare se non sai il francese, trovare un ristorante è una perla rara, se non hai prenotato il giorno prima ti guardano storto e il no è garantito anche se ci sono 4 gatti dentro, alle 18 è già tutto chiuso e spesso e volentieri hai quella strana sensazione di essere visto come uno straniero, un pelino fastidioso. Ma spero di ricredermi presto in qualche nuovo viaggio in terra francese, io non demordo mica 🙂

i. Portatevi un adattatore tipo accendisigari da auto

Sulla houseboat potrete ricaricare i vs dispositivi elettronici solo quando la barca ha i cavi attaccati alle coloninne delle rade, se poi come è capitato a me quell’unica presa da 220 V sulla barca non funziona e non volete fare la mia fine, cioè girare a dx e sx mendicando adattatori o attaccare le batterie di notte nei bagni pubblici, vi consiglio di portarvi un adattatore tipo accendisigari da auto per attaccarci smartphone o altro.

Dulcis in fundo, ci sono le utime due variabili X, su cui ragazzi vi metto in guardia ma non posso fare molto:

  1. se trovate brutto tempo ve lo dico è un po’ da spararsi: noi ci siamo goduti la settimana perché col sole o al massimo qualche nuvola puoi goderti tutti gli spazi della house boat, prendere le bici e pedalare sulle ciclabili, gironzolare senza problemi. Ma se piove la lentezza della barca, la quiete e il grigiume (in Borgogna come altrove) possono trasformare un’esperienza davvero affascinante in tortura mica da ridere.
  1. Se trovate compagni di viaggio NO è un po’ da spararsi: scegliersi bene i compagni di viaggio è fondamentale perché in houseboat come tutte le barche o i camper o spazi ridotti basta poco per riscaldare gli animi. A buon intenditor poche parole, eh….

Ps. se avete bisogno di qualunque altra dritta chiedete pure, io sono qui 🙂

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4 responses to “Piccolo manuale per una Houseboat felice

  1. ecco, ci siamo capite! non è oro tutto quello che luccica, c’è il lato bellissimo ma anche le noie da tener presenti. A me piace sperimentare. E poi raccontare con sincerità… se non si era già capito 😛

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