i miei 10 must della Romagna

5 (quasi 6) anni non passano inosservati, ogni tanto ripenso alla nostra vita in quel di Romagna. Che poi noi eravamo proprio sul confine tra Emilia e Romagna anche se, a dirla tutta, non essendo autoctona, non mi sono mai chiesta dove passasse con esattezza quella linea di confine. Ora siamo in terra veneta e ogni tanto, soprattutto ora che siamo in piena estate, mi tornano alla mente e mi mancano una serie i cosette imperdibili che mi è capitato di fare in Romagna. Sono 10 must tutti miei, ritagliati sulla mia esperienza, visti coi miei occhi. So bene che ognuno potrebbe mettere giù 10 punti differenti.

 1.     Il passeggio a Milano Marittima e puntatina d’obbligo al Gran Fritto

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Non è esattamente il mio genere, ma un tuffo nel fashion ogni tanto ci può stare. Milano Marittima è un pianeta diverso, è un’abbuffata di movida. E allora vai di negozi griffati, Ray Ban come piovesse, ragazze tacco 20, zeppe vertiginose dai colori sgargianti, giovanotti dai giubbini in pelle striminziti, copricapi strani, bimbi vestiti ultimo modello e mamme coi passeggini ultimo grido … il massimo è stata una che al guinzaglio aveva un chihuahua col grembiulino di pizzo fucsia (mah!). Sarà ma dopo il tuffo fashion mi è sempre piaciuto entrare diretti all’Osteria del Gran Fritto di Milano Marittina, locale glamour di fronte alla spiaggia, inondato di luce, dove il nome lascia intendere quale sia la loro favolosa specialità di pesce.

 2.     Passeggiare sulle Mura della Rocca Malatestiana a Cesena

Rocca Malatestiana

Per un po’ di tempo ho lavorato a Cesena e nelle pause pranzo delle giornate buone mi piaceva far due passi per il centro storico, mangiare un piatto veloce, e poi salire attraverso il grande arco e la scalinata da piazza del Popolo che porta sulla passeggiata panoramica sopra le mura. Una fortezza che fa parte della città, un esagono irregolare che ne racconta la storia, è un ottimo punto di vista.  Dentro  la Rocca Malatestiana e il Parco della Rimembranza, sede di concerti e teatro all’aperto d’estate. Tutt’intorno i camminamenti, da non perdere. 

 3.     Domenica al Singita di Marina di Ravenna

Singita Miracle Beach

D’estate a maggio già iniziava l’esodo dei residenti nei weekend verso i lidi, ce n’è davvero per tutti i gusti e tutte le tasche, easy, familiari, giovanili, ognuno col suo perché, i romagnoli senza ombra di dubbio ci sanno fare. Ingressi economici e servizi ottimi. Ma il nostro beach club preferito era a Marina di Ravenna, il Singita Miracle Beach, dove l’atmosfera è creata da grandi letti a baldacchino indonesiani e arredi orientali e africani, dove tutto è legno, paglia e tessuti per sdraiarsi in compagnia sulla sabbia. Hanno capito benissimo come coniugare una giornata al mare fatta di sole, mare e relax con un’esperienza polisensoriale fatta di musica, ambiente, benessere e profumi…ve lo dicevo che sono bravi.

4.     Pinete dietro ai lidi

pineta San Vitale

Un altro classico, soprattutto per noi con la bambina piccola, erano le pinete dietro ai lidi. Sono riserve naturali secolari, oasi protette che trovi un po’ ovunque dalla pineta di Classe a quella di CasalBorsetti, a Pinarella di Cervia a Milano Marittima…le spiagge sono sempre orlate da pinete, gotevele facendo passeggiate o piedi o in bicicletta, jogging, all’ombra dei pini marittimi e alle aree attrezzate per i più piccoli. Se poi i boschi e i polmoni verdi non vi interessano più di tanto c’è sempre Il Pineta, una delle discoteche più mondane della riviera romagnola, uno dei più esclusivi simboli della nightlife italiana. Anche questo un’esperienza da non perdere  🙂

 5.     Saline di Cervia

Le-saline-di-Cervia

Altro must se siete in terra di Romagna è andare alla scoperta dell’oro bianco di Cervia e visitare il Parco delle saline, da girare in bicicletta o in barca (meglio verso la mattina o il tramonto). I lagoni che cambiano colore a seconda dell’ora e della luce del sole, i cumuli bianchi che spiccano, km e km di canali e vasche dove viene fatta confluire l’acqua del mare per l’estrazione del sale attraverso l’evaporazione. Anche se oggi solo una, la salina Camillone, ha ancora l’estrazione del sale artigianale, qui potrete capire la vita dei salinari grazie a un gruppetto di anziani volontari che vuole farne conoscere la storia. Questa zona fa parte del parco naturale del Delta del Po’ e qui nidificano moltissime specie di uccelli, è facile incontrare fenicotteri rosa o cavalieri d’Italia.

 6.     Terme di Bagno di Romagna

Terme Bagno di Romagna

Se dalla costa vi addentrate verso l’Appennino tosco-romagnolo vi consiglio di fermarvi alle Terme di Bagno di Romagna. A parte il centro storico che è una chicca imperdibile in pietra, qui il punto forte sono le acque ipertermali (45°) e i loro effetti per la cura e benessere di corpo e mente. Tra l’altro queste strutture hanno conservato dimensioni piccoline e si inseriscono senza disturbare nel contesto naturale. Un posto dove non si va solo a curarsi, ma si sta proprio benissimo. Noi ogni tanto ci concedevamo un weekend di ammollo in queste acque caldissime, tra giochi, idro e cascate massaggianti. Unico dettaglio: occhio alla pressione perché quando si esce finisce sotto i piedi 🙂 per il resto una libidine

 7.    Pieve di Monte Sorbo (Mercato Saraceno)

Pieve di Monte Sorbo

Sempre nell’interno romagnolo vi do una dritta, merita una visita la Pieve di Monte Sorbo al cui restauro ho collaborato, è un luogo speciale, particolarissimo. E’ una piccola pieve romanica, su un poggio a 8 km da Mercato Saraceno in mezzo alle colline e alla natura, dove si respira intensità e raccoglimento. L’esterno modesto, semplicissimo fatto di laterizio, pietre di arenaria, gesso, pietre laviche recuperate. Eppure dentro scopri il ciborio originale, i resti scultorei che risalgono all’anno mille, le colonne marmoree, i capitelli corinzi, una chiesa stupenda.  Come dice un Don di queste parti: <Bisogna andare alla pieve nel silenzio, mettersi seduti sui gradini d’ingresso, ascoltare l’eco di antichi canti, di invocazioni, di voci gioiose di bambini o di anziane nel loro dialetto; riascoltare l’eco della professione di fede semplice ma dalle radici profonde della nostra gente. Un’esperienza che ogni tanto faccio nella solitudine e nel silenzio di quel luogo e che vale la pena fare. La mia piccola fede, da quel luogo e da quell’eco antico e nuovo, riprende respiro>.

 8.     I baracchini volanti di piadine

piadina

Oggi fa figo chiamarlo “street food”, ma in Romagna esiste da quel dì, fermarsi lungo la strada del mare al primo chiosco e farsi fare una delle tante piadine che sanno di buono. Ha il gusto dell’estate quel pane antico, impastato, tirato col mattarello e cotto molto caldo. E’ un vero piacere del palato, mille farciture e poca spesa, pronta ovunque. Piada, pie, pièda, pji, pida: i nomi dialettali sono tanti ma alla fine dei conti si parla della stessa cosa, una squisitezza tanto grande quanto semplice. Ecco tre righe e mi è venuta già fame!

9.     La Notte Rosa della riviera

La Notte Rosa

Anche i più restii a stanarsi da casa usciranno in occasione della Notte Rosa sulla riviera romagnola, la chiamano il Capodanno dell’estate sulla Riviera Adriatica, un cartellone impressionante di eventi, performance, installazioni, scenografie, mostre e spettacoli. Strade e spiagge invase da improbabili orde di persone a tema pink. Tra palchi d’onore, concerti, dj nelle piazze, ospiti, gente che balla e beve, beve e balla, un super-passeggio, addobbi, luci, acconciature, piadine e tagliatelle. Da vedere almeno una volta, perché di long night di festa come questa credo ce ne siano davvero poche in Italia.

 10.  La simpatia e l’accento delle persone

Dulcis in fundo, in qualunque posto sarete in Romagna, non potete rimanere insensibili alla parlata, all’accento piacevolissimo, alla simpatia della gente. C’è poco da fare, questo è in assoluto lo metterei in cima alla lista dei miei “mi manca”. Sarà banale, forse scontato, ma l’autenticità, la simpatia e personalità dei romagnoli lascia il segno.

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Last but not least : 

Se capitate qui o avete programmato una vacanza sulla riviera romagnola questo è un link utile per trovare l’hotel che fa al caso vostro, in una qualunque delle zone di cui vi ho parlato.  E, va là, salutatemi la Romagna 🙂

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One response to “i miei 10 must della Romagna

  1. Spunti molto interessanti per trascorrere una giornata in modo diverso. Alcune delle esperienze descritte in questo articolo mi mancano, e spero di rimediare al più presto.

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