Berlino è solo sé stessa

guest post di Cristina Crovetto

Spesso vi diranno che Berlino o si odia o si ama  ma non può essere così perche’ “Berlino è tutto” quindi ci sarà di sicuro qualcosa che vi farà innamorare, qualcosa che non vi piacerà affatto e qualcosa che non capirete mai o vi lascerà assolutamente indifferenti. Non è grandiosa come Parigi, non è conservatrice come Londra, però sa essere mondana come Madrid, trasgressiva come Amsterdam,  più moderna di New York e nonostante la sua modernità ha storia da vendere, Berlino è semplicemente se stessa! E’ la capitale della Germania, ma a Berlino non vedrete la  Germania! Vedrete Berlino!

Il Sony Center a Potzdamer Platz

TANTE CITTA’, NESSUN CENTRO

Berlino è tante piccole città racchiuse sotto lo stesso nome. I quartieri (Bezirke) sono così diversi l’uno dall’altro che è possibile  cambiare destinazione ogni giorno se non ogni ora, cercherete affannosamente il centro … tempo perso, perche’ non c’è! Forse non vi piacerà l’idea, io la trovo geniale, staccarsi dal concetto di centralità ti fa scoprire gli angoli e i dettagli della città, te la fa vivere in ogni sua parte. Servita da due grandi aeroporti, Tegel a nord e Schönefeld, a sud-est. Quest’ultimo ampliato nell’Aeroporto Internazionale Berlino-Brandeburgo è il principale scalo aeroportuale di Berlino. L’aeroporto di Tempelhof , massima espressione architettonica degli anni Trenta, ha chiuso i battenti nel 2008.

La rete metropolitana di U-Bahn e S-Bahn, collega la città e i dintorni con puntualità ed efficienza, ma per  avere uno sguardo d’insieme (ein Blick) sulla città, si può salire sul bus n.100  e percorrendo Unter den Linden, si incontreranno le maggiori attrazioni turistiche dalla Brandeburger Tor fino ad Alexanderplatz, attraverso la Museumsinsel, sede di grandi musei tra cui il Pergamon. La Humboldt Universität, il Reichstag e il Duomo.

Caratteristica sorprendente di Berlino è la vivacità in assenza di caos. Dall’alto  della Fernsehturm ad Alexanderplatz, si vedono come in ogni metropoli, fari e file di auto che sfrecciano in ogni direzione, ma una volta scesi, non si è  mai travolti dal rumore e dalla frenesia di clacson e non si vede gente stressata. Berlino si rilassa lungo il fiume Sprea in estate o nell’immenso parco cittadino dominato dalla Siegessäule (Colonna della Vittoria) in primavera, sorseggiando una birra nei vari locali all’interno del parco.

Alex2

DECADENZA E OSTALGIE

Prima di vedere Berlino per  la prima volta  ero dispiaciuta di non esserci mai stata ai tempi del muro, quando faceva parlare di sé per essere una città divisa dalla guerra fredda e rappresentava il mondo di allora. Oggi posso dire con certezza che nonostante le gru, i cantieri e i grattacieli progettati da grandi architetti come Renzo Piano e Norman Foster nella Potsdamer Platz, Berlino non riesce e non vuole cancellare la sua storia: unica, complicata, difficile e scomoda, ma pur sempre la sua storia!

Ci sono luoghi e quartieri in cui si respira la Ostalgie e in cui si capisce appieno come il fascino della decadenza abbia potuto ispirare artisti metropolitani e cantanti rock negli anni della divisione. David Bowie, star ecclettica, visse per anni a Berlino e trasformò in musica l’aurea grigia che avvolgeva la città da cui trasse grande ispirazione e fece da sfondo al celebre film “wir Kinder von Bahnhof  Zoo”, tratto dalla storia vera di Christiane Vera F., spaccato di disagio e tormento degli adolescenti con  problemi di droga negli anni ’70 all’ombra del muro.

Per gli estimatori della Ostalgie, semplicisticamente tradotta in “nostalgia per l’est” (da Ost e Nostalgie) ovvero per la ex DDR, o per coloro che volessero capirla, c’è una vasta aerea di città da scoprire tra Alexanderplatz, la Karl-Marx-Allee e la Ostbahnhof a ridosso della East Side Gallery dove si trovano i pochi km mantenuti del muro. L’architettura di dubbio gusto ricorda i disegni di un bambino, con case ridotte a enormi cubi di cemento e miriadi di finestre schierate tutte uguali e monotone, piccoli buchi in blocchi di cemento che per anni ha custodito le vite di quelli che la lingua tedesca brutalmente definiva gli Ossi (quelli dell’est, da Ost) contrapposti ai più fortunati Wessi (quelli dell’ovest, da West).

Il muro 1

Questa recente realtà la si può rivivere in tre piccoli musei, nulla al confronto dei grandi musei d’arte della Museumsinseln, ma che raccontano la vera essenza di Berlino, quella lontana dalla Berlino per turisti. Il museo della DDR con la ricostruzione di una tipica abitazione dell’est unitamente a usi e prodotti della ex Repubblica Democratica. Il museo dedicato alla Stasi e ai metodi di spionaggio e infine un piccolo museo privato sulla storia del muro dove tra i vari frammenti di storia si ascolta la registrazione originale del presidente americano John Fitzgerald Kennedy nel celebre discorso del giugno 1963. Nei pressi di Alexanderplatz è possibile trovare supermercati in cui sono esibiti prodotti commercializzati nella ex DDR all’ombra dell’imponente Fernsehturm, orgoglio dell’architettura socialista e riferimento visibile da ogni angolo della città.

Passata la East Side Gallery, al di la del ponte di Oberbaumbrücke, c’è la Berlino multietnica del quartiere turco di Kreuzberg, dove la ragazze indossano il velo, l’architettura è più fatiscente, meno lucida e moderna che altrove, dove si può gustare il vero kebab e perdersi in grandiosi negozi forniti di ogni genere musicale. Grandi scantinati ricolmi di 33 giri in vinile, paradiso dei dj che la notte fanno pulsare il cuore di Berlino nei locali più trendy e trasgressivi.

La parte est della città è divenuta oggi simbolo della rinascita e pur mantenendo i segni del passato è li che i berlinesi vogliono vivere, il quartiere di Prenzlauer Berg è oggi il posto più trendy in cui abitare, spesso in case  ristrutturate degli anni Trenta, accanto a negozi underground e gallerie d’arte contemporanea dei giovani artisti che hanno scelto Berlino per esprimersi ed affermarsi. Qui si trovano ristoranti di ogni tradizione culinaria: indiana, vietnamita, argentina, italiana, dove poter cenare a prezzi decisamente convenienti per una grande metropoli.

GLI  HOHENZOLLERN E CHARLOTTENBURG

Il Castello di Charlottenburg

I fasti del passato glorioso della dinastia degli Hohenzollern sono racchiusi nel Castello di Charlottenburg, all’estremo opposto della città. E’ il più grande palazzo storico sopravvissuto a Berlino dopo la distruzione della seconda guerra mondiale e prende il nome dal quartiere in cui sorge. Tripudio di architettura barocca e rococò fa da contrappeso ai palazzi di cemento dell’est. Gli interni del castello riportano indietro nel tempo.

La Camera di Porcellana è una delle più grandi e antiche in Germania, le cui pareti sono completamente rivestite di porcellane cinesi di ogni foggia risalenti al Seicento e ai primi anni del Settecento. Un’altra splendida sala è la Galleria dorata, lunga 42 metri e destinata ai balli e ai ricevimenti. Altrettanto suggestivi i giardini in cui si trovano il Belvedere e il Mausoleo e in cui è possibile passeggiare immaginando di poter vivere almeno un giorno in quell’epoca di sfarzi. Non lontano da Berlino un altro esempio delle glorie di Prussia è lo Schloss Sanssouci a Potsdam, raggiungibile nella bella stagione con collegamenti sul fiume Spree.

Nella parte ovest un po’ passata di moda si trova anche il Tiergarten, lo zoo e la Ka.de.We (Kaufhaus des Westen) Harrods’ berlinese, l’ultimo piano è un tripudio di specialità culinarie di tutto il mondo, dai vini sudafricani al caviale  russo  al salmone norvegese ma l’unica pietanza assolutamente da provare a Berlino è il Currywurst, i più buoni si mangiano auf der Strasse (per strada)  nei baracchini sotto la metropolitana, più il posto è fatiscente e più il vostro Currywurst sarà buono!

Per capire Berlino basta alzare gli occhi al cielo e guardare i suoi grattacieli avvenieristici, poi abbassarli e di tanto in tanto leggere per terra, su una linea piastrellata, la scritta “Berliner Mauer 1961 – 1989” in prossimità dei luoghi dove passava il muro, allora si capisce che si sta percorrendo la storia di una città piena di fascino.  

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13 responses to “Berlino è solo sé stessa

    • il merito non è mio, è tutto di Cristina…
      io a Berlino sono stata solo 4 giorni, lei invece la conosce benissimo, parla bene tedesco, ha amici tedeschi, ha pure vissuto per un pò in Germania. Per questo ho fatto scrivere a lei il post, mooooolto più attendibile!

  1. Grazie! Se non siete mai state a Belrino, andate e ritornate! Perché cambia sempre, non è mai uguale alla volta prima.

    • in effetti dopo esserci stati fa tutto un altro effetto… per i ringraziamenti lascio rispondere l’autrice 🙂

  2. Grazie Piorità e Passioni! Mi fa piacere che il mio amore per la Germania e in particolare Berlino sia condivisibile. A presto!

  3. Ho appena mandato il link agli amici tedeschi che per primi mi hanno fatto conoscere e amare Berlino, vediamo come reagiscono!

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