la decadenza di Oporto

Se c’è un luogo del Portogallo che mi ha affascinato più di tutti, questo è Oporto, una sintesi tra una Praga portoghese e il centro storico di Napoli d’altri tempi. E’ un quadro decadente, una cartolina romantica, è tutta una salita e una discesa, è il profumo del pesce ovunque, è il brusio che esce dalle sue cantine, è il chiasso delle feste estive che riempie i quartieri, è lo sciabordare del fiume Douro contro le banchine, sono i panni stesi al vento dappertutto, io l’ho trovata semplicemente meravigliosa.

Avevo sentito pareri contrastanti, voci infastidite e voci innamoratissime, e come sempre la soluzione migliore è vivere un luogo e farsene un’idea propria, fregandosene un po’ dei pareri altrui. Noi siamo stati in Portogallo due anni fa, percorrendolo da nord a sud in un torrido Agosto, e questa città lascia il segno. Avete presente l’estetica delle rovine? facciate vissute, scrostate, esposte per anni alle intemperie, alle salsedine ed al calore del sole, senza che nessuna manutenzione abbia mai visto quei muri negli ultimi anni… edifici impilati uno sull’altro, campanili, cimeli medievali, chiese barocche, in un insieme disordinato e variopinto, ma perfetto, assolutamente perfetto…che non si spiega, si può solo sentire.

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Io mi sono subito sentita a casa, un po’ per deformazione professionale perché il restauro architettonico è la mia passione e lì ci sarebbe taaaanto da lavorare, un po’ perché essendo genovese quella decadenza, quel legame con il mare, quella città arroccata sulle alture mi ricordava tanto la mia. A parte la metropolitana… ben 5 linee, puntuali ed efficienti, per cui optiamo (nonostante la nana di 3 anni al seguito) per raggiungere il centro e girare anche di sera coi mezzi pubblici, scelta da consigliare!

Dedicatele più giorni perché Oporto li merita tutti, noi abbiamo cominciato dalla parte alta con le sue vedute panoramiche sul centro, io non vedevo l’ora di vedere gli azzurri e i blu delle maioliche o azulejos, a cominciare dalla Igreia do Carmo, la Capela das Almas, e la Cattedrale Sé do Porto del 1120, dalla cui piazza, il Terreiro, potrete godere una vista imperdibile a 180° sui tetti della città.

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Da lì si scende nel quartiere della Ribeira, una finestra sulla storia di Oporto, il vero cuore della città costruito lungo l’argine del fiume, un quartiere coloratissimo e pittoresco, dove tra una bottega che vende vasi e piatti di ceramica, le bancarelle dei mercatini e i mille cesti di paglia, troverete gli archi di granito delle mura della Fernandina dove i pescatori un tempo riponevano le reti e tantissimi ristorantini dove gustare pesce, crostacei e molluschi in quantità.

Attraversate, sia di giorno che di notte, il ponte de Dom Luìs I perché lo spettacolo di questa ardita costruzione in ferro a due piani, progettata da Eiffel, crea un’atmosfera particolare e fa da sfondo al gioco di luci e riflessi sull’acqua che si accende di sera. Quando l’ingegneria diventa arte. Percorrete la parte superiore al tramonto con il fiume e la Ribeira colorate di rosso… roba da romanticoni? Provare per credere J

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Da qui è un attimo fare la passeggiata sull’altra sponda del fiume nel quartiere Vila Nova de Gaia per godersi da vicino la vista sui barcos rabelos, le barche tradizionali ormeggiate che venivano usate per trasportare il porto lungo il Douro. E comincia la parata di caffetterie e cantine vinicole, i bouquet intensi, gli approcci con le enoteche e ovviamente le degustazioni di rito. Ci raccontano che le viti da porto crescono in un ambiente ostile, su terrazzamenti rocciosi senz’acqua e poca terra

A questo punto, cotti dal sole, noi ci siamo presi una pausa salendo su una delle tante barche tipiche che offrono una gita sul fiume, si possono fare crociere da 50 minuti o se avete tempo di mezza giornata, si gode un punto di vista differente, si possono ammirare i 6 ponti, la foce del fiume Douro fino ad arrivare all’oceano, lo skyline mutevole lungo le insenature e capirete con un solo colpo d’occhio le spaccature e i contrasti di questa città, gli stili mescolati, i vicoletti e i sali-scendi, i tram strorici e la funicolare modernissima, la povertà e il degrado che contrasta con l’accesa movida notturna.

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Ok, lo ammetto, mi è già tornata la voglia di rivederla 🙂

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