Heron Island Tale

Riprendo il filo della gallery di immagini precedente per passare a raccontarvi questo strano angolo di mondo, un’isola che lascia il segno, nel bene o nel male. Heron Island è uno dei tanti paradisi sulla grande barriera corallina australiana, Tropico del Capricorno, Queensland, 620 km a nord di Bribane, con un trasferimento un po’ macchinoso (2 voli Sydney-Brisbane-Gladstone e poi traghetto di 2 ore con mare molto mosso e vomitata di rito) arriviamo frullati a Heron Island, isoletta-atollo sede di ricerche universitarie sulla fauna….e in breve capiamo il perché!!!

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Non è un paradiso qualunque per esseri umani…è un paradiso per uccelli (e per un sacco di altre bestie)! L’isola è stata dichiarata parco nazionale e riserva ornitologica, e per metà è occupata da una stazione scientifica di ricerca dell’università. Mica solo aironi come farebbe pensare il nome, sula leucogaster, limosa lapponica, anous minutus, egretta sacra, gallenaurus philippensis, larus novae, sterna bergi e altre 60 specie diverse che nidificano e procreano su  questo fazzoletto d’Australia…sembra un film di Hitchcock!!!

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La prima impressione è terribile. Non c’e’ ramo di quest’isola senza un nido, ci sentiamo circondati, qualcuno più schizzinoso gira con l’ombrello per schivare i “regalini” che puntualmente si rischiano camminando per l’isola, la nana dice che tutti questi uccellacci puzzolenti le danno fastidio (e in effetti!). Ma il bello viene di notte, le bestiole fanno un casino indicibile, dei versi mostruosi, come bambini torturati, i noddy terns (uccelli neri con la testa bianca) e i mutton birds (i loro richiami somigliano al miagolio dei gatti) non ci fanno dormire e mio marito col sonno leggerissimo e’ corso a dotarsi di tappi per le orecchie.

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Ce l’avevano raccontata come l’isola “dove non piove mai” e puntualmente becchiamo 3 giorni di pioggia incessante (al diving dicono che non pioveva da mesi, eccoci) e la sensazione di essere su un atollo, sotto la pioggia, insieme a migliaia di uccelli padroni della natura ci fa venire voglia di scappare via. L’isola è piccola, un solo resort semplice ed essenziale (forse troppo rispetto ai costi), avevamo scelto una Turtle Room, la standard, e scopriamo che si trova all’interno, totalmente circondata da alberi strapieni di uccelli, minimal, senza aria condizionata, senza frigobar, senza chiavi alle porte… chiediamo l’upgrade, pagando una cifra salata, e ci spostano dopo 2 gg in una Beach Room, che vi consiglio caldamente, affaccio diretto sulla spiaggia, del tutto ristrutturata e moderna, un altro pianeta rispetto alla prima. L’unica nota la merita il buffet, dove spesso e volentieri troviamo pesce di tutti i tipi, granchioni, cicale di mare, aragoste e ostriche extralarge di dimensioni e sapore colossali.

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Il quarto giorno finalmente il miracolo, arriva il bel tempo, e l’isola cambia completamente volto. L’acqua ha ripulito dal guano tutta l’isola, la tempesta sfrondato gli alberi, resa più aperta e iniziamo a scoprirla in tutti i suoi angoli, nei suoi veri colori, ci riserva sorprese inaspettate. Il reef e’ spettacolare, si nuota con mante e squaletti, lingue di sabbia si confondono con arcobaleni di azzurro e in questo periodo dell’anno (Dicembre-Marzo) le tartarughe depongono le uova e di notte si va alla ricerca delle loro tracce e delle loro buche… quindi partiamo di notte!

Notte stellata, la spedizione avanza colle micro torce (d’abbligo per non disturbare), nana compresa… dopo 200 mt di spiaggia nella penombra ecco muoversi il primo tartarugone, e’ venuto qui a deporre le sue uova e sta scendendo verso il mare.. rimaniamo immobili, la corazza sara’ 1.50 mt, il codone triangolare, la testa maculata, e’ lentissimo, incede con grandi sforzi, lo seguiamo rispettosi e increduli. Ma era solo il primo regalo di questa notte, poi un’altra ancora e poi i piccolini appena nati raggiungere annaspando nella sabbia le onde…dopo la tempesta tropicale quest’isola ci regala un’emozione unica.

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Passiamo qualche giorno di relax sulla spiaggia, tenendo la nana al sole sempre con la maglietta (anche in mare) e il bandana e una bidonata di crema protettiva, perché qui ti scotti in un attimo, dicono che il buco dell’ozono sia proprio sopra l’Australia e inizio a crederci. Al diving si possono prendere le scarpe per camminare vicino ai coralli e un tubo con fondo trasparente adatto a chi non sa nuotare o per i bambini, per vedere da vicino le meraviglie della barriera corallina.

Ma lo spettacolo del mare mica è finito, facciamo snorkeling tra coralli e pesci tropicali. Sono presenti pesci di grandi dimensioni quali razze, aquile di mare e squaletti (di circa un metroemezzo-due) che ti nuotano tranquillamente accanto, anche nell’acqua bassa. Una mattina ne contiamo una trentina tutti nella stessa rada vicino al pontile, mio marito vuole immergersi insieme a una famiglia australiana con due ragazzini che da 10 minuti si divertono in mezzo agli squaletti, io gli dico che almeno uno dei due deve sopravvivere per la piccola :-)….lui si immerge e si fa una nuotata storica cheek-to-cheek con gli squali, pacifici e incuriositi.

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E poi aspettatevi tramonti infuocati, nuotate in compagnia di placide tartarughe e intere famiglie di mante dalle grandi ali triangolari, piene di bolli colorati, che verso le 18.00 vengono a salutare la giornata che volge al termine come per un rito di ringraziamento.  In queste acque in realtà l’unica cosa davvero pericolosa è una conchiglia chiamata cone shell, il cui abitante possiede un veleno micidiale (quindi divieto assoluto di prendere conchiglie!!), per il resto capirete che la natura regna sovrana e imperturbabile, e chi ha la fortuna di condividere anche per poco questi spazi, blu, azzurri, verdi e profumi di oceano, non avrà niente altro da dire, solo grazie grazie grazie!!!!!!!!!!!!!!!

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Vi allego una gallery giusto per avere un’idea più completa di questa incredibile isoletta

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8 responses to “Heron Island Tale

    • pure io….abbiamo avuto un periodo di vita quando vivevamo in CZ al freddo, dove cercavamo solo isole tropicali!!!! ne racconterò ne racconterò, anche di altre isole australiane.

  1. che post.. mi hai fatto sognare.. non conoscevo questa isola, sono venuta qui pensando fosse tipo KERAKLION.. perchè proprio oggi ho prenotato voli per CRETA e vado in una spiaggia proprio così simie (ELAFONISSI) . Grazie Monica e complimentiiii, stasera poi mi godo il post con calma. bacionr

    • Grazie cara… sono stata a Creta nella prima vacanza cogli amici a 18 anni, abbiamo girato tutta l’isola e ti dico solo che il posto che mi ha colpito di più in assoluto è proprio lei, Elafonissi e le sue sfumature rosa. Ottima scelta!

  2. Aspettavo con ansia questo post, perchè per noi è stato amore a prima vista!! Ci siamo stati a ottobre e abbiamo trovato un tempo magnifico…la vomitata di rito all’andata la condividiamo anche noi….terribile…meno male che al ritorno avevamo prenotato l’elicottero!!!

    • l’elicottero sarebbe piaciuto pure a me, perchè dall’alto si gode un panorama sulla barriera notevole… ma la cassa gridava vendetta e il viaggio era ancora lungo.

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