Milford Sound

L’anno scorso in una parentesi di vita di quelle che capitano col lanternino, di questi tempi eravamo tutti e tre a sud, ma molto a sud.. nel punto più a sud della Nuova Zelanda, e abbiamo avuto l’onore di vedere uno dei luoghi più umidi e affascinanti della terra, Milford Sound meraviglia indiscussa del Fiordland National Park. Ci vogliono più o meno 2 ore e 120 km circa per arrivare da Te Anau, ultima cittadina, fino all’inospitale e indimenticabile terra dei fiordi.

La Nuova Zelanda e’ stata lo scenario cinematografico del Signore degli Anelli e capiamo subito che non poteva essere altrimenti: terra di orizzonti, di ossigeno, di brume e tempo instabile, terra primordiale dove riflettere, respirare pace e disintossicarsi, dove i bambini girano spesso scalzi e gli adulti con le infradito a 10 gradi (perche’ qui e’ estate), dove unbranded e’ d’obbligo, dove la crisi non esiste, dove le regole sono la norma, dove la qualità di vita e’ il primo obiettivo. Qui la triade computer-televisore-cellulare non esiste piu’, ormai un lontano ricordo. Solo noi, la natura imponente e il famigerato camper (di cui parlerò più avanti).

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La cosa più incerta in assoluto andando verso la Fiordland è il meteo che troverete, mi avevano consigliato Febbraio come periodo migliore per visitarla…e siamo a 8° C, almeno qui a Sud!!! Il paesaggio per arrivare è sempre più montano, aspro, ma aperto, stordisce per la sua bellezza pura… poi la strada finisce e si sbuca di fronte al sospirato Mitre Peak. E’ come essere di fronte a un signore di 1692 metri, una piramide perfetta di suggestione che si erge su acque scure e immobili, punto di partenza di un fiordo dai picchi imponenti.

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Da questa baia con un minuscolo centro abitato, in un pomeriggio improvvisamente di sole e luminoso, prendiamo i biglietti per una delle tante imbarcazioni tipiche, vecchi barconi a fondo piatto che dal molo propongono la crociera sul fiordo fino alla foce del mar di Tasmasnia.  Avrete l’imbarazzo della scelta: la Real Jearney, la Mitre Peak Criuses, la Red Boat, la Cruising Milford Sound, la Scenic, etc…noi siamo saltati sulla prima disponibile (non a buon mercato, ma d’altronde tutta la Nuova Zelanda non lo è) e piano piano lo spettacolo naturale ha inizio.

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Scogliere di roccia scura, foreste che si tuffano in acqua, visuali estreme di natura incontaminata, abitata solo da foche e delfini e un pugno di pescatori. La media di precipitazioni annue è talmente alta da provocare un diluvio di cascate, ce ne sono tantissime, ognuna con la sua caduta libera, la sua foschia di vapore, e gli arcobaleni dovuti alla rifrazione. Siamo in pochi sulla barca, condividiamo il panorama silenziosi ed estasiati da tanta bellezza (a parte la nana che fa casino come al solito, d’altronde non ha ancora 4 anni). Due ore che valgono un’eternità, due ore che capitano una volta sola nella vita.

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E’ una location ideale per escursioni, gite in bicicletta e in kayak, voli panoramici e crociere diurne e notturne. I più sportivi e intrepidi sceglieranno di raggiungere il fiordo seguendo il leggendario Milford Track, 53.5 km, uno dei percorsi escursionistici più belli del mondo attraverso passi e foreste pluviali, percorribile sia in autonomia che con guide alpine.

Per chi avesse tempo nelle vicinanze c’è il più ampio, aspro e meno visitato Doubtful Sound, definito così niente meno che dal capitano Cook dubbioso sul fatto che i venti spingessero la nave in mare aperto… anche se è accessibile solo prendendo parte a escursioni organizzate e non ho fatto esperienza diretta, ma le recensioni ne parlano molto molto bene.

Il viaggio in Nuova Zelanda continuerà, intanto godetevi questa breve gallery 🙂

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