sulle orme di Balto

Una corsa tenendo stretta l’impugnatura di una slitta trainata da cani sulla neve è un’esperienza che ricorda il Grande Nord. Domina la dimensione naturale e l’uomo, la slitta e il cane diventano in simbiosi parte del paesaggio, parte del bosco innevato, delle cime ghiacciate, nel rispetto totale della natura e dei suoi ritmi.

Tra le Alpi friulane quella corsa è diventata un’esperienza reale, per noi adulti ma anche per la nostra nanetta di 4 anni. Siamo andati a Fusine in Valromana dove ha sede la Scuola Internazionale di Mushing-Sleddog di Ararad Katchikian, poco lontano da Tarvisio al confine con la Slovenia. La scuola è tra i punti di diffusione storici più attivi e vitali dello sleddog a livello nazionale ed europeo. Qui trovate il link http://www.ararad.net.

Lui è un portento, musher italo-armeno (conducente di slitte trainate dai cani), campione italiano di Sleddog, titolare della Nazionale italiana, frequentatore delle grandi corse in Alaska come le mitiche Iditarod Race, la Yukon Quest in Canada, la Alpi Rod in Francia e tante altre. Esploratore, allevatore, ambasciatore delle Alpi Giulie, consulente per la Rai e altre emittenti, scrittore del manuale “Sleddog in 20 lezioni” e del libro “Sulle orme di Balto”. Tutto qui? macchè! E’ pure chitarrista e cantautore per spettacoli itineranti insieme al suo gruppo Ararad.

Senza contare che, al di là della lezione di prova, abbiamo scambiato due chiacchere e mi è sembrata una persona straordinariamente umana, appassionata e semplice.

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Il libro “Sulle orme di Balto”, che da qualche giorno troneggia sul mio comodino, è il diario di una grande passione e descrive le sensazioni, le difficoltà e l’amicizia che hanno legato Ararad e i suoi cani durante un’avventura straordinaria.

<Nel 1925 un’eroica staffetta di 20 corrieri con slitte e cani trasportò in poco più di 5 giorni da Nenana (ultimo villaggio raggiungibile in treno nello stato dell’Alaska) un pacco contenente l’antitossina difterica per salvare da morte certa per difterite i bambini e la comunità eschimese di Nome, sul mare di Bering, a più di 1000 km di distanza! Tra i cani ce n’era uno, il cui nome sarebbe divenuto simbolo di quel gesto di solidarietà tra uomini e animali. Si chiamava Balto, un umile sanguemisto e guidò l’ultima muta di 13 cani che effettuò la consegna all’Ospedale di Nome>.

Messaggio che la città di New York ha raccolto ponendo in Central Park una statua che raffigura Balto e che lo sport internazionale celebra con “la corsa per il siero”, la Iditarod, la più importante gara con cani da slitta al mondo… e 78 anni dopo Ararad ha ripercorso quei 1.200 km in Alaska per rivivere quell’impresa, rendere un tributo ai suoi partecipanti e raccontarci del legame intenso uomo-cane che l’ha permessa.

Ma veniamo a noi e al nostro assaggio, una lezione di prova lungo una pista ad anello affianco al secondo lago di Fusine (ma quando c’è neve la fanno direttamente nella più solare e più bassa piana di Fusine). Ararad, sua moglie Monica e loro figlio predispongono le slitte.

Sono costruite a mano in legno di frassino, dotate di solette di grafite per lo scorrimento sulla neve e una sacca rossa in cordura che serve a contenere equipaggiamento o viveri, ma in questo caso funziona da ottima sistemazione per la nanetta, che dopo aver fatto amicizia ed essersi spupazzata qualche cane, viene portata sulla slitta dall’istruttrice e infilata nella sacca per godersi lo spettacolo.

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L’atmosfera è suggestiva, certo non siamo negli enormi spazi aperti dell’Alaska, ma l’aria frizzantina, il bosco circostante, il bianco che ci circonda e i profili innevati delle montagne non mancano… ognuno guida ed è responsabile della sua slitta trainata da tre cani husky e speriamo di mettere in pratica tutto quello che ci hanno spiegato prima di partire… non ne sono sicurissima!!!

Al comando del musher, le ancore che bloccano le slitte vengono tolte, i piedi vanno posizionati sulle barre lignee e coi talloni si deve premere il tappetino centrale in gomma per frenare. Le regole di base per i neofiti sono poche, non temete, per guidare una slitta trainata da cani non occorre una laurea!!! In buona sostanza si possono riassumere in:

  • massimo rispetto per i cani, mantenere le distanze tra una slitta e l’altra, mai rischiare di far avvicinare troppo i propri cani alla slitta davanti perché non si facciano male

  • mantenere ben salda la presa di entrambe le mani sulla barra di fronte a noi

  • aiutare i cani in salita spingendo con un piede sulla neve (e la fatica non è poca!!!!)

  • curvare inclinandosi nella direzione in cui si vuole andare…anche perché se ti pieghi dall’altra i cani vanno di là e ti trovi sbalzato nella neve fresca, poco piacevole direi

  • non esagerare colle frenate, frenare il minimo, altrimenti i cani fanno fatica doppia

  • all’arrivo ringraziare i cani con appositi “biscottini” per loro come rito di premiazione che diventa davvero un momento di dolcezza e di affetto nei loro confronti.

E’ elettrizzante sentire il pulviscolo di neve sollevato dalla slitta, il fruscio dei pattini sulla pista, la velocità e l’ansimare dei cani che tirano e l’impegno fisico che devi metterci per controllare la direzione, l’intensità e mantenere la tua slitta (almeno per me che era la prima volta). Ed è bello vedere tua figlia spuntare da quella sacca in corsa, col suo cappellone di lana e le guance rosse, mentre saluta tutti orgogliosa ed entusiasta … inutile dire che di giri sulla slitta quella mattina ne avremmo fatti altri 10!

La nostra è stata solo una lezione di prova, ma per chi vuole imparare seriamente, la scuola Mushing-Sleddog di Fusine in Valromana prevede corsi di allievo musher da 20 ore in 2 weekend o full immersion, corsi di perfezionamento musher da 30 ore, per agonismo, guide o istruttori… insomma ce n’è per tutti i gusti! E soprattutto fanno una cosa bellissima: i 120 bimbi delle scuole elementari del comune di Tarvisio sono gli unici in Italia a fare regolarmente, in inverno e in orario scolastico, lezione di sleddog invece dell’ora di ginnastica in palestra. Mica male ehhhhh!!!!

Trovate tutte le informazioni del caso in www.ararad.net

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2 responses to “sulle orme di Balto

  1. Bellissima esperienza! In Finlandia molto simile, anche se le temperature sono decisamente diverse e le regole… un po’ diverse! Se freni poco ti ritrovi persa nella foresta perchè i cani tirano come matti! 🙂
    E’ un piacere leggerti. A presto!

    • io non amo troppo il freddo, congelo subito e in Finlandia ci sono stata…ma rigorosamente d’estate!!!
      certo deve essere un’esperienza pazzesca. Grazie Liliana

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