Possagno e il neoclassicismo

Capita certe volte (in Italia soprattutto) di non aver programmato niente, una domenica gironzolare vicino casa e scoprire proprio dietro l’angolo tesori immensi, tracce della nostra storia, cultura, arte e architettura. Avere occhi per accorgersene per me non è stato così immediato, spesso quello che abbiamo “a casa nostra” diventa meno bello per il semplice fatto di vederselo sempre davanti agli occhi, la quotidianità e la consuetudine trasformano lo straordinario in qualcosa di inferiore.

Possagno è un “paesotto” pedemontano da cui non ti aspetti grandi cose a parte il piacevole panorama sulle montagne, poco più di 2.000 anime, faceva parte della linea italiana durante la prima guerra mondiale e oggi è una tranquilla località veneta in provincia di Treviso.

Appena con la macchina mi avvicino al paese, però, qualcosa non torna. Da qualunque parte si acceda, la morfologia dell’abitato è dominata dall’alto da un’architettura imponente, il Tempio Canoviano, chiesa dalle linee iper-classicheggianti, il colonnato in stile greco mi fa immediatamente tornare alla mente il più classico dei classici, quel Partenone che ho studiato sui libri e potuto ammirare dal vivo ad Atene, mentre il corpo centrale ricorda il Pantheon romano. 

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Il progettista è niente meno che Antonio Canova (1819) nato e cresciuto qui a Possagno, solo più tardi mi verrà spiegata da una guida del museo il perché di quella monumentale costruzione in cima al colle, Canova lasciò tutto il suo patrimonio al comune, oltre alle opere di sua proprietà, vi fece costruire la scuola, la chiesa e fu un vero benefattore per i suoi concittadini. Uno stradone e un parcheggio di larghezza esagerata… lasciamo perdere la quantità di asfalto, alla faccia della sostenibilità!…accompagna dritti dritti fino alla scalinata di accesso.

Si arriva al pronao in pietra e sotto il colonnato dorico ti senti davvero piccolo piccolo, col naso all’insù ad ammirare architrave, fregi, metope. Poi attraverso una porticina laterale si accede all’interno dove lo spazio è dominato dall’armonia e dal rigore del cupolone a cassettoni e dal suo occhio centrale, al tempo stesso chiave di volta e punto di illuminazione della chiesa. Qui ho la strana sensazione del “sovrumano”, del perfetto, della purezza.

Scendendo dal colle, subito sotto nelle vicinanze, si accede invece al Museo Canova che vi consiglio caldamente di visitare di domenica, alle ore 16 pagando solo 1€ in più rispetto al biglietto d’ingresso, c’è la possibilità di fare una visita guidata…. e che visita!!! Non ho la presunzione di essere onnisciente e di conoscere l’arte del Canova così a fondo e mi piace, in qualunque museo, essere guidata, sentire cosa ha da dirmi chi ne sa molto più di me.

Quindi eccomi pronta per il percorso della mostra “Canova e la danza” (due ore sono sufficienti) che comprende la Gipsoteca ottocentesca, l’ala di ampliamento progettata dall’architetto Carlo Scarpa, la casa natia del Canova con l’atelier, lo studio, i saloni con le opere dipinte, i ritratti, gli abiti, la biblioteca, la scuderia e il giardino italiano centrale con i pini marittimi.

Entriamo nella semplicità degli ambienti familiari dove lui ha vissuto, accediamo al suo atelier dove ci vengono spiegati nei dettagli tutti i passaggi che il Canova realizzava per ottenere le sue sculture in marmo, dal disegno al primo bozzetto in argilla, dallo scheletro portante in ferro o legno a quello in gesso a grandezza naturale col metodo della “forma persa”, dal cavalletto agli strumenti metallici usati, sui punti chiave della figura venivano fissate le repère (chiodi di bronzo) e iniziava la sbozzatura del marmo. L’ultima mano, la fase che dava il soffio di vita all’opera d’arte, il Canova la dava a lume di candela.

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Vi garantisco, una volta compresa la complessità del lavoro compiuto dall’artista per 1 sola opera, pensare che nella sua vita ne ha prodotte più di 200 è incredibile!! Attraversiamo le varie sale della casa per arrivare alla Sala degli Specchi, il “salotto buono” dove Canova riceveva gli ospiti e dove facciamo il primo assaggio delle opere successive, la Danzatrice coi cembali. Una materia inerte e pesante come il marmo sembra leggera e soffice. Una scultura, un’arte statica, diventa gestualità e movimento, trasparenza, gesti sciolti, aggraziati,espressivi.

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A questo punto siamo pronti per entrare nella Gipsoteca. Ma cos’è una gipsoteca?

E’ una raccolta di gessi, tutti i modelli originali in scala 1:1 su cui Canova ha lavorato per produrre le sculture in marmo che oggi fanno parte dei più grandi musei al mondo (solo l’Ermitage a San Pietroburgo ne ha 16). Entro e di fronte a questa galleria la prima impressione non è solo stupore, è unicità… senza percorrere migliaia di km, ho tutte insieme davanti le opere di un grande artista, Paolina Borghese (Galleria Borghese a Roma), Venere e Marte, Teseo sul Minotauro (Victoria and Albert Museum di Londra), la Maddalena Penitente (Ermitage a San Pietroburgo), il monumento funebre a Maria Teresa d’Austria (Augustinerkirche di Vienna), il monumento a Napoleone I (Pinacoteca di Brera a Milano) e tantissimi altri….tutta la sua produzione in un’unica galleria!

Collegata alla Gipsoteca Ottocentesca c’è l’ampliamento fatto da Carlo Scarpa, l’ala nuova del 1957, voluta per dare una sistemazione più adeguata ad alcune opere del più grande scultore neoclassico. Un’ala luminosa dove pochi elementi e materiali essenziali valorizzano magistralmente le sculture a cui Canova era più legato, Le grazie ed Amore e Psiche, due Danzatrici e la storica rappresentazione di George Washington.

Capolavori all’interno di un capolavoro.

Insomma, una gran bella domenica

Ps. Volete il massimo della suggestione?

In alcune date dell’anno, di solito durante l’estate, è possibile partecipare “Alla tenue luce di Psiche” iniziativa promossa dal Museo Canova di Possagno che prevede una magica serata nella Gipsoteca, illuminata solo da lanterne, proprio come Canova usava fare con gli amici che visitavano il suo studio, e una gustosa cena a base di prodotti tipici. Da provare.

Qui il link del Museo Canova di Possagno: www.museocanova.it

Ps. specifico che è possibile fotografare solo all’esterno, quindi le immagini interne del museo sono tratte dal web.

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2 responses to “Possagno e il neoclassicismo

  1. Grazie per il vostro articolo, mi sembra molto utile, prover senzaltro a sperimentare quanto avete indicato c’ solo una cosa di cui vorrei parlare pi approfonditamente, ho scritto una mail al vostro indirizzo al riguardo.

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